Istituto tecnico Colombo, l’obiettivo di un’alleanza educativa scuola-famiglia

La preside Maria Chiara Gallerani: «Senso di responsabilità condivisa e spirito di collaborazione, anche nelle singole classi». Intanto si aspettano i banchi

La gioia di rivedersi e ritrovarsi, se pur a distanza. Dopo oltre sei mesi è tempo di tornare in classe anche per gli studenti dell’Istituto tecnico per il turismo “Cristoforo Colombo” che ieri, 15 settembre, hanno animato l’ingresso della succursale in via delle Vigne Nuove, tra il quartiere Nuovo Salario e Montesacro. «Sarà senz’altro un anno con maggiori difficoltà ma aiutandoci tutti a vicenda, alunni e professori, sono certo che riusciremo ad affrontare ogni ostacolo – commenta Andrea a pochi minuti dal suono della campanella -. Per ora desidero solo affrontare i prossimi mesi con serenità e tranquillità». I ragazzi sono visibilmente emozionati, eccitati ma anche piuttosto preoccupati, soprattutto coloro che, quest’anno, sono chiamati ad affrontare l’esame di Stato. «Il distanziamento ci ha fatto perdere molto: le videolezioni erano più difficili da comprendere e da seguire – racconta Giulia -. Spero che tutto questo non si ripeta l’anno della maturità». Anche Camilla, quinta superiore, confida «in lezioni quanto più possibili stabili e in presenza».

Un desiderio che al momento è realtà per tutti gli studenti. Nel peggiore dei casi infatti il neo dirigente scolastico Maria Chiara Gallerani si dice pronta a tornare alla didattica a distanza sperimentata prima delle vacanze: «L’abbiamo prevista nel caso in cui dovessero presentarsi situazioni particolari e per non farci trovare impreparati da un’eventuale emergenza – spiega -. Abbiamo anche fatto un’attenta verifica di quanti hanno bisogno dei dispositivi digitali». Nulla dunque è stato lasciato al caso: gli ambienti di apprendimento sono stati predisposti tenendo conto delle misure di distanziamento opportune; nelle aule la disposizione dei banchi e delle sedie è stata contrassegnata a terra con degli adesivi; gli ingressi e le uscite da scuola e dalle aule dovranno avvenire in fila indiana, mentre l’intervallo, per tutti alla stessa ora, dovrà essere svolto in classe. Fondamentali anche gli orari scaglionati, misura preziosa per evitare gli assembramenti: per la sede centrale in via Panisperna, zona Rione Monti, l’ingresso, con due accessi differenti, è fissato alle 8 e alle 8.50, mentre in succursale la campanella suona per tutti alle 8. «Questo – prosegue la preside – ci consentirà non solo di verificare i flussi e la velocità di ingresso ma anche di non gravare sin dall’inizio sui trasporti, visto il forte pendolarismo dei nostri studenti».

Una organizzazione che è stata modulata sulle esigenze dell’istituto e che ha posto in primo piano, tra i nodi da sciogliere, la questione dei banchi monoposto. «Alcuni li abbiamo già comprati mentre altri sono stati richiesti ma ancora devono arrivare – commenta Gallerani -. Nel frattempo ci siamo adattati con delle soluzioni creative: in alcuni casi abbiamo disposto a scacchiera i vecchi biposto, mentre in altri abbiamo unito, a seconda delle aule, un doppio e un singolo». Una ripartenza impegnativa, insomma, tutta da sperimentare: «Ogni elemento, dalla didattica alle norme, è stato definito mettendo in primo piano la salute dei ragazzi, dei docenti e del personale – riferisce la dirigente -. Questo significa che, a livello organizzativo, dobbiamo essere flessibili e sempre pronti ad adattarci a ogni nuova situazione».

In merito alle criticità attuali e future, aggiunge: «Per noi i contatti con la Asl sono davvero molto importanti. È necessario che loro ci supportino da vicino, efficacemente e rapidamente, appena dovesse presentarsi un problema, anche per dare un segnale positivo alle famiglie». Ed è proprio a loro che la preside si rivolge, appellandosi ad una fattiva collaborazione: «Capisco la preoccupazione ma solo infondendo fiducia nella scuola e stringendo un’alleanza educativa riusciremo a sostenere i ragazzi in questo delicato momento e a rispondere alle esigenze che si dovessero presentare».

Un senso di responsabilità condivisa e uno spirito di cooperazione che, nonostante le tante limitazioni, sarà importante continuare a sviluppare anche nelle singole classi: «Si tratta di una grande sfida per noi docenti, soprattutto in questa fase di distanziamento che necessita di continue idee – commenta Maria Rita Italiano, vicepreside e docente di matematica -. Ora ciò che conta è avere di nuovo un contatto diretto con i ragazzi, dialogare con loro e poterli guardare negli occhi».

16 settembre 2020