La Carta di Milano riporta il cibo nel solco dell’umano
È una Magna Charta della giustizia su scala globale. Il testo sarà consegnato al segretario generale Onu il 16 ottobre. Firma aperta su www.carta.milano.it
È una Magna Charta della giustizia su scala globale. Il testo sarà consegnato al segretario generale Onu il 16 ottobre. Firma aperta a tutti su www.carta.milano.it
Nel Preambolo si afferma che i sottoscrittori (la firma è aperta a tutti all’indirizzo www.carta.milano.it) si assumono «impegni precisi in relazione al diritto al cibo che riteniamo debba essere considerato un diritto umano fondamentale. Consideriamo infatti una violazione della dignità umana il mancato accesso a cibo sano, sufficiente e nutriente, acqua pulita ed energia». Da qui la sottolineatura per un’«azione collettiva» che mobiliti cittadini, società civile, sistemi produttivi e commerciali, istituzioni locali, nazionali e internazionali, per «consentire di vincere le grandi sfide connesse al cibo: combattere la denutrizione e la malnutrizione, promuovere un equo accesso alle risorse naturali, garantire una gestione sostenibile dei processi produttivi».
La Carta di Milano può essere “solo” un documento, oppure può costituire un richiamo forte e senza confini per ogni coscienza e ogni istituzione, anche perché da fame e povertà si generano rivolte, guerre, migrazioni di massa, instabilità sociali e politiche. Pensare al cibo, oggi come in passato, significa occuparsi dell’umano: vi si può deliberatamente rinunciare? (Gianni Borsa)

