La “rivoluzione verde” del premier britannico Johnson

Il piano illustrato dal primo ministro inglese prevede lo stop alle auto a benzina e diesel, energia pulita e la creazione di nuovi posti di lavoro

L’eliminazione delle auto a benzina e diesel dal Regno Unito entro il 2030, ma anche l’incremento dell’uso di energia pulita e la creazione di nuovi posti di lavoro. Sono i punti chiave della nuova rivoluzione verde presentata ieri, 17 novembre, dal primo ministro Boris Johnson. Stanziato al momento un importo pari a 4,5 miliardi di euro. Anche se il governo ha precisato che il pacchetto sarà, in realtà, di 13,5 miliardi di euro provenienti, in buona parte, anche dal settore privato.

In un articolo pubblicato ieri sul “Financial Time” lo stesso Johnson spiega che il piano darà vita a 250mila nuovi posti di lavoro, soprattutto nel nord inglese, la zona più povera del Regno Unito. La produzione di energia eolica verrà quadruplicata fino a raggiungere i 40 gigawatt e sarà sufficiente a fornire energia a ogni abitazione entro il 2030. Per allora verrà “convertita” anche la prima città alimentata soltanto ad idrogeno mentre 600mila pompe di calore, entro il 2028, renderanno case, scuole e ospedali più efficienti e più ecologici. Secondo la Bbc si tratta di obiettivi che collocano il Regno Unito al secondo posto nel mondo nella gara per liberare l’economia dall’anidride carbonica. E la nuova strategia di Boris Johnson è stata pensata anche in vista di Cop26, la Conferenza sul cambiamento climatico che è stata rimandata a novembre 2021 e che il premier stesso ospiterà a Glasgow.

19 novembre 2020