Liceo Orazio, ripresa all’insegna del cambiamento

La preside Lancellotti: «Desideriamo con forza un anno scolastico interamente a scuola: l’unico modo per assicurare crescita individuale e formazione civile»

Distanziamento, mascherina e una grande emozione. È così che è iniziato ieri, 14 settembre, il primo giorno di scuola per i circa 250 iscritti al primo anno del liceo statale “Orazio”, nel quartiere Monte Sacro-Talenti. «Ritorno a scuola con ottimismo – racconta Viviana, con lo sguardo sorridente -. Sarà un anno difficile a causa delle restrizioni ma le rispetterò con attenzione». Un inizio all’insegna dell’entusiasmo anche per Gabriele: «Sono davvero molto contento di tornare a scuola. A casa il tempo non passava mai». E poi c’è chi, come Valerio, guarda al nuovo anno con speranza: «Non vorrei mai che si creassero situazioni spiacevoli e che richiudessero tutto – confida -. Spero di poter seguire le lezioni in classe per tutto l’anno». Un auspicio che, almeno per ora, ha visto una risposta positiva e concreta da parte dell’istituto, che è riuscito a garantire già da oggi, 15 settembre, le lezioni in presenza per tutte le studentesse e tutti gli studenti. «Abbiamo lavorato a lungo studiando norme e applicandole al nostro contesto scolastico – spiega la preside Maria Grazia Lancellotti -. Desideriamo con forza un anno scolastico interamente a scuola, certi che questo sia l’unico modo per assicurare la crescita individuale e una formazione civile; è un segnale importante anche per le famiglie».

Dopo un’estate trascorsa a ottimizzare spazi, a rimuovere i circa 700 vecchi banchi biposto, a disporre la segnaletica sul pavimento e a definire ingressi e uscite, l’ “Orazio” – che consta di tre sedi a indirizzo classico e linguistico, per un totale di 1.300 studenti, 110 docenti e 30 componenti del personale Ata – ha riaperto i cancelli. Una ripresa dunque all’insegna del cambiamento: due fasce orarie, alle 8 e alle 8.50, per l’ingresso alla sede centrale, in via Savinio; entrate e uscite differenziate e scaglionate; intervallo in classe o in giardino, all’interno di settori riservati. Le classi potranno, inoltre, preparare e inviare al bar una lista di ordinazioni che un rappresentante ritirerà all’orario stabilito. «In questo momento le esperienze collettive sono purtroppo molto penalizzate – commenta la dirigente, che quest’anno assumerà anche il ruolo di referente Covid -. Sono consapevole delle difficoltà nell’adeguarsi a una situazione così eccezionale ma, oggi più che mai, è necessario venire a scuola con un livello di coscienza e responsabilità diverso».

Insomma, in questi mesi la scuola non si è mai fermata: la connettività è stata potenziata, sono stati acquistati dispositivi medici di protezione e strumenti digitali. Tuttavia, sono ancora diverse le incognite che pesano sulla riapertura del liceo: la più grande riguarda proprio la data di consegna dei banchi monoposto. «In questi primi giorni di scuola gli studenti dovranno partecipare alle lezioni utilizzando solo le sedie – riferisce -. Si tratta di una soluzione temporanea che consentirà ai ragazzi di mantenere le distanze di sicurezza e di rimuovere la mascherina». Qualora i banchi tardassero ad arrivare, «punteremo sul piano B che prevederà l’applicazione della didattica a distanza».

Una condizione di grande staticità, quella attuale, che ha spinto la scuola a ridurre l’unità oraria di lezione a 50 minuti: «Il monte ore residuo – prosegue – sarà restituito agli studenti attraverso attività integrate digitali o percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (Pcto) in presenza o a distanza». Ancora, grande attenzione verrà rivolta anche ai lavoratori e alunni fragili: «In questa fase è fondamentale tutelare la salute e sicurezza di tutti – dichiara la dirigente -. Continueremo a dedicare tempo ed energie per trovare le soluzioni migliori».

Uno spirito di collaborazione che coinvolge anche i docenti, come Caterina Cocciante, insegnante di latino e greco: «Le incertezze sono ancora tante, è per questo che sarà importante essere comprensivi gli uni verso gli altri – commenta -. In questi mesi di didattica a distanza sono stata molto fiera dei miei ragazzi e del loro impegno». E conclude: «Ora ciò che conta è ripartire tutti insieme rispettando quotidianamente le regole». Ed è un appello alla responsabilità dei giovani anche quello rivolto dalla preside: «A volte l’atto eroico non è soltanto l’atto eclatante, c’è anche un eroismo quotidiano, quello dei piccoli gesti – conclude -. Mai come oggi le nostre scelte come singoli individui hanno conseguenze sulla collettività».

15 settembre 2020