L’ingiustizia, male da vincere con i “no”
Il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone (nella foto) alla presentazione del libro dedicato a Floribert Bwana Chui, giovane funzionario congolese appartenente alla Comunità ucciso per aver lottato contro la corruzione
«La corruzione è uno di quei mali che accompagnano la vita degli uomini, ma non è vero che non si può fare niente: possiamo fare molto, qualcosa di importante, dicendo i nostri “sì” e i nostri “no”». Con queste parole il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone è intervenuto martedì 20 gennaio alla presentazione del libro “Il prezzo di due mani pulite”( ed. Paoline), dedicato alla storia di Floribert Bwana Chui, giovane funzionario congolese appartenente alla Comunità ucciso per aver lottato contro la corruzione.
A fare da cornice alla presentazione del volume, condotta dal presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo, la basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina, dedicata alla memoria dei martiri del XX secolo. La sua storia, ha evidenziato Pignatone, non è lontana dalla nostra: «Ci sono persone che in Italia hanno difeso la giustizia e i poveri sacrificando la loro vita, come il magistrato Rosario Livatino e padre Pino Puglisi, che diceva : “Se ognuno facesse qualcosa tutto sarebbe diverso”».
Ci provò anche Floribert dicendo il suo no deciso di fronte a chi gli aveva offerto tremila dollari per far passare alla dogana una partita di riso avariata. Per questo fu torturato e poi ucciso nel luglio del 2007, nell’Est del Congo, al confine col Ruanda. Oggi si parla di lui come di un «martire della corruzione». Così lo hanno definito anche il giornalista Gerolamo Fazzini, il sottosegretario agli Esteri Mario Giro, il politico e scrittore Jean-Leonard Touadi e il vescovo Matteo Zuppi nel corso del dibattito. Per Impagliazzo, la figura di Floribert mostra la gratuità come valore rivoluzionario per il futuro dell’Africa nella battaglia contro la corruzione che ha sempre come prime vittime i poveri.
21 gennaio 20015

