Liste di attesa, il piano della Regione per smaltire code infinite

Investiti circa 48milioni e previsti presidi sanitari aperti di sera e nelle giornate di sabato e domenica. Zingaretti: «Preoccupazione condivisa, necessario intervenire»

Già prima dell’emergenza Covid-19 le liste di attesa per prestazioni mediche rappresentavano un grattacapo per dirigenti sanitari e amministratori. Anche in questo, come in decine di altri settori, la pandemia è stato il colpo di mannaia finale. Per recuperare gli interventi chirurgici, i ricoveri ospedalieri, le prestazioni specialistiche ambulatoriali e di screening che non è stato possibile erogare durante il periodo l’emergenza sanitaria la Regione Lazio ha messo a punto il piano straordinario per abbattere le liste di attesa presentato ieri, 30 giugno, dal presidente Nicola Zingaretti e dall’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato.

Previsto un impegno straordinario di spesa a favore delle aziende sanitarie e ospedaliere di 47.970.518 euro, fissando allo stesso tempo una serie di indicazioni alle quali le aziende ospedaliere del Lazio si devono attenere, al fine di rispettare gli obiettivi previsti. L’intero ammontare sarà ripartito in tre tronconi dettagliatamente illustrati da D’Amato: 35.388.145,57 euro sono destinati per il recupero di 684.890 prestazioni di specialistica ambulatoriale, 9.946.964,11 euro per il recupero di 15.725 interventi chirurgici,  2.635.408,32 euro per il recupero di 430.662 screening oncologici.

Per Zingaretti è stata dichiarata la «guerra alle liste di attesa per accelerare tutti i percorsi di screening e di prenotazione. Siamo impegnati in maniera netta e inequivocabile a ridurre e risolvere il problema tempo. È un atto figlio della preoccupazione condivisa ed era necessario intervenire». Sugli obiettivi si è concentrato D’Amato che auspica «il recupero delle prestazioni di medicina specialistica ambulatoriale non erogate nel periodo dell’emergenza, almeno nel 90% del totale». Il piano punta anche «all’ottimizzazione dei turni del personale medico e dell’utilizzo degli spazi, delle tecnologie e delle attrezzature – ha aggiunto l’assessore regionale -, l’apertura dei presidi sanitari nelle ore serali e nelle giornate di sabato e domenica, l’utilizzo delle prestazioni aggiuntive da parte del personale sanitario presente nelle strutture pubbliche e il ricorso a strutture private accreditate per l’erogazione di parte delle prenotazioni sospese all’interno del budget loro assegnato. Per quanto riguarda gli screening oncologici, gli interventi già messi in atto hanno permesso un recupero del 26% degli screening mammografico, del 20% di screening della cervice uterina e del 25% dello screening del colon retto».

1 luglio 2022