Luca Barbarossa, quando la musica italiana “duetta” per Libera

Presentato il cd “Radio Duets”, a sostegno delle attività nella Locride dell’associazione fondata da don Luigi Ciotti. «La musica non è solo estetica»

Presentato il cd “Radio Duets Musica Libera”, a sostegno delle attività nella Locride dell’associazione fondata da don Luigi Ciotti. «La musica non è solo estetica»

“Libera – Associazioni nomi e numeri contro le mafie”, compie 20 anni. Il suo fondatore, don Luigi Ciotti – oratore appassionato, i cui discorsi pubblici e le omelie impastano Vangelo e Costituzione – ha deciso di festeggiare questo compleanno sposando il progetto discografico di Luca Barbarossa, “Radio Duets”. Un cd, quest’ultimo, che nasce dalla collaborazione con gli artisti ospiti di Radio2 Social Club, trasmissione radiofonica di cui il cantautore romano è ideatore e conduttore dal 2010. «La musica non è solo estetica, offerta di emozioni – don Ciotti spiega le ragioni dell’originale sodalizio -. Se l’artista è vero, alla musica affida anche i suoi dubbi, le sue inquietudini, i suoi sogni. In una parola, la sua etica». Dunque «non solo la sua idea di mondo, ma il suo modo di stare al mondo». Finisce così che «la musica, come l’impegno sociale, si fa “spartito” da spartire e voce frutto di molte voci: un’opera che chiede passione e responsabilità».

Presentato in anteprima il 4 novembre alla Casa del Jazz, Radio Duets uscirà il 6 novembre. L’album è composto da 15 brani, tra i più belli forse del panorama italiano con l’unica eccezione in lingua inglese: “Dance me to the end of love” di Leonard Cohen, qui interpretato da Barbarossa e Chiara Civello. Nella track list non mancano i big del nostro Paese, da Francesco De Gregori con “Solo un gigolò” a Edoardo Bennato con “Venderò”, da Fiorella Mannoia con “Luce” a Gianni Morandi con “Occhi di ragazza”, accanto ai più giovani Malika Ayane e Alessandro Mannarino. E poi due voci scomparse: Franco Califano e Lucio Dalla, con una splendida versione, quest’ultimo, di “Vita”, del duo Lavezzi-Mogol. «Il disco è rigorosamente dal vivo», assicura Barbarossa, che nelle sei edizioni della fortunata trasmissione ha duettato anche con artisti di fama internazionale, come James Taylor . È uno di quei dischi riusciti subito: “Buona la prima”, si direbbe. «Non c’è nulla di artefatto. C’è solamente la voglia di divertirsi insieme giocando con la musica mentre la Social Band, diretta da Stefano Cenci, fa da colonna sonora a tutti questi incontri, regalando al progetto un suono solido e coerente».

Il progetto discografico nasce però con una finalità che non è semplicemente artistica. «Sostengo Libera di don Ciotti fin dalla sua nascita – racconta il cantautore – e mi sembrava doveroso cercare un modo degno per festeggiare i suoi vent’anni di lotta contro la disonestà». I proventi del disco serviranno a finanziare le molteplici attività dell’associazione nella Locride, in Calabria, una terra che don Ciotti definisce «meravigliosa e ferita». Ne nascerà, questa l’idea, un “punto musica” sui beni confiscati alle mafie e dove i giovani, «come accade in Venezuela con il Sistema di Orchestre infantili – spiega Barbarossa -, che offre ai ragazzi dei barrios un riscatto dalla violenza e dalla povertà, potranno trovare alternative a scorciatoie facili». In questo modo la musica, «come per l’articolo 3 della Costituzione, che ci ricorda il dovere di assumerci la nostra parte di responsabilità – conclude don Ciotti -, si fa canto collettivo di democrazia perché soltanto insieme, coralmente, possiamo costruire dignità e giustizia in questo mondo».

5 novembre 2015