Lumsa, De Bortoli: «Una buona formazione salvaguarda la cittadinanza»

Il giornalista ha partecipato all’inaugurazione dell’Anno accademico dell’ateneo di via della Traspontina. Il cardinale Lajolo: «Università di maestri di scienza e di vita»

«La difesa della persona è anche la difesa della sua identità digitale che con l’internet delle cose sarà estesa anche agli oggetti personali e di casa. Di fronte a sfida siamo tutti impegnati, laici e cattolici, nel salvaguardare la qualità cittadinanza, nel tutelare una buona informazione e una buona formazione, e il rispetto di quei valori di solidarietà e tutela di libertà e dignità personale». Lo ha affermato questa mattina, 4 dicembre, Ferruccio de Bortoli, giornalista e già direttore del Corriere della Sera e de Il Sole 24 Ore, nel suo intervento durante la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno accademico 2018-2019 dell’Università Lumsa.

«Viviamo una stagione di innovazione» che «non può essere una stagione distruttiva dei valori che la civiltà occidentale ha faticosamente e dolorosamente conquistato», ha osservato de Bortoli. «La libertà di parola che la rete assicura e amplifica – ha evidenziato – non può scadere in una giungla di aggressioni verbali, di manipolazioni sofisticate dei fatti, di negazioni della storia. La piazza virtuale è aperta a tutti ma senza regole si trasforma facilmente in un’arena di sopraffazioni nella quale diventiamo senza saperlo vittime o naufraghi, ha proseguito il giornalista, convinto che «l’anonimato che in linea di principio dovrebbe garantire la libertà di espressione nei regimi oppressivi è diventata in una democrazia rappresentativa una licenza inaccettabile, anche con forme di squadrismo digitale mascherato. Una forma diffusa di onnipotenza digitale induce i naviganti perfino a farsi medici di se stessi, a dubitare degli esperti, a sottovalutare le esperienze», ha osservato il direttore, soffermandosi sul fatto che «la crescita del pluralismo è oggi inversamente proporzionale allo sviluppo delle nuove tecnologie e la garanzia che la diversità delle voci venga tutelata è strettamente legata alla qualità di informazione e formazione».

De Bortoli ha parlato di «buon giornalismo» che «è indispensabile» e di come «i monopoli digitali sono più potenti degli Stati». «Sfuggono alle regole e persino alle tasse», ha continuato, «non dovrebbero sottrarsi alle responsabilità editoriali» di ciò che pubblicano, anche perché come «organi di informazione globali, sono in grado di condizionare le scelte anche di una democrazia». Dal direttore un consiglio agli studenti: «informarsi richiede come nello studio un po’ più di fatica e di metodo. Quando manca il dubbio su ciò che si legge e si vede si è già prigionieri di qualcuno senza saperlo».

All’inaugurazione anche il cardinale Giovanni Lajolo, presidente del cda dell’Università Lumsa: «È un segno dei tempi – ha detto – l’accesso della donna all’intellighenzia, cioè alla guida intellettuale del mondo contemporaneo. È un impegno civile, ma anche religioso dovuto all’intelligenza e al cuore di una donna, Luigina Tincani, all’audacia con cui avviò quest’impresa culturale e non meno all’impegno delle sue consorelle e discepole, le Missionarie della scuola, che ne hanno accolto e coltivato il carisma».

«L’università – ha evidenziato – è innanzitutto una univesitas magistrorum, una università di maestri di scienza e di vita, che con il loro insegnamento danno senso e prestigio all’istituzione. Prestigio – ha proseguito il cardinale – che nel caso della nostra Università è riconosciuto dai competenti organi nazionali e internazionali. Ma l’università – ha aggiunto il porporato – è anche e non meno univesitas discentium, una università di studenti che, nel nostro caso, è più di studentesse che sono oltre il 60% degli iscritti». Possa l’anno accademico che oggi si apre solennemente – l’augurio espresso dal cardinale Lajolo – essere un anno ricco di erudizione, scienza umanistica, ma ancor più di sapienza di vita».

 

4 dicembre 2018