Mattarella: «Occorre fermare la guerra subito»

Il presidente della Repubblica all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Trieste. L’emergenza: «Recuperare la pace, la sicurezza e il pieno rispetto del diritto internazionale»

«Recuperare la pace, la sicurezza e il pieno rispetto del diritto internazionale». Per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è questa la terza emergenza che, nelle ultime settimane, si è affiancata a quelle della «sconfitta definitiva, non ancora conseguita, della pandemia» e della «rispesa economica nell’ambito del Next Generation». Lo ha affermato ieri mattina, 2 febbraio, intervenendo all’Università di Trieste per l’inaugurazione dell’anno accademico. «Abbiamo dovuto assistere al riesplodere di aggressivi egoismi nazionali, alla moda di quanto non avveniva dall’Ottocento, nei secoli scorsi», con «un retrocedere della storia e della civiltà che mai avremmo immaginato possibile in questo inizio di millennio assistendo a vittime di ogni età, dai bambini agli anziani, a devastazioni di città e di campagne, ad un impoverimento del mondo», ha osservato.

A questa guerra «non riusciamo a rinvenire una motivazione razionale», la rilevato il capo dello Stato. «Le ragioni della convivenza umana pretendono che si ponga fine alle guerre, la pace è sempre doverosa e possibile. Proprio per questo stiamo rispondendo con la dovuta solidarietà all’aggressione nei confronti dell’Ucraina, con l’accoglienza dei profughi, con il sostegno concreto a chi resiste a difesa della propria terra contro un’invasione militare. E con misure economiche e finanziarie che indeboliscono chi pretende di imporre con la violenza delle armi le proprie scelte ad un altro Paese. Per frenare subito, per rendere insostenibile questo ritorno alla prepotenza della guerra che, se non trovasse ostacoli, non si fermerebbe ma produrrebbe una deriva angosciosa di conflitti che potrebbero non trovare limiti. Occorre fermarla ora, subito», il monito.

Dall’Italia, «stiamo rispondendo cercando con insistenza di proporre dialogo e trattative per chiudere la guerra immediatamente, per ritirare le forze di invasione, per trovare soluzioni politiche, pronti a contribuire a perseguirle non appena si aprissero spiragli di disponibilità», ancora le parole del presidente, che ha ricordato anche come «in questo ateneo vi sono numerosi studenti ucraini, bene accolti da questa università e a cui va il pensiero particolarmente intenso in questo periodo, in queste settimane». Infine il pensiero all’Ucraina, «Paese così amico, nella drammatica condizione che sta attraversando» a causa di una invasione «inattesa perché imprevedibile».

29 marzo 2022