Nella Grande Casa di Peter Pan arriva il supporto psicologico

Il nuovo servizio offerto grazie al sostegno di Trenta Ore per la Vita, con i fondi della campagna Home del 2016. L’avvio sperimentale nell’aprile scorso

Il nuovo servizio offerto grazie al sostegno di Trenta Ore per la Vita, con i fondi della campagna Home del 2016. L’avvio nell’aprile scorso

La Grande Casa di Peter Pan apre le porte al servizio di sostegno psicologico per famiglie di bambini e adolescenti malati di cancro che ospita. “Oltre l’accoglienza”: questo il nome del nuovo progetto, reso possibile dal sostegno di “Trenta Ore per la Vita” con i fondi della campagna Home del 2016. Un programma di intervento professionale e strutturato per accompagnare i genitori nel percorso di cura dei propri figli, affidato nell’aprile 2016 a Guja Castelnuovo, psicologa e psicoterapeuta cognitiva, specializzata in psico-oncologia, in terapia familiare e lavoro in équipe.

Quando si scopre la diagnosi di cancro su un figlio, spiegano da Peter Pan, si va incontro inevitabilmente a «un processo di adattamento di elevata intensità»: da una prima fase di shock e di negazione subentra spesso «uno stato di “confusione” emozionale quando la diagnosi è confermata». E quando a doversi “adattare” sono i “migranti sanitari”, genitori costretti ad abbandonare la casa e a trasferirsi lontano per offrire speranza di guarigione al proprio figlio, «tale adattamento diventa oltremodo ancora più pesante da sostenere con le proprie forze. Come poter sopportare un carico emozionale così tremendo, da soli, lontano dai propri affetti?».

Questa la domanda alla quale la onlus, con i suoi 22 anni di esperienza nell’accoglienza dei nuclei familiari, ha cercato di dare risposta, completando con l’aspetto psicologico l’assistenza già in campo. Dallo scorso aprile la psicologa Castelnuovo ha avuto colloqui con 78 famiglie, 15 delle quali provenienti dall’estero (Albania, Est Europa, Sud America).Il risultato: un raccordo anamnestico di 30 cartelle, integrate con altre informazioni sulle famiglie, oggetto e soggetto dell’attività. L’intervento è consistito in colloqui individuali della specialista con le famiglie ospiti dell’associazione che hanno richiesto la sua assistenza, e in incontri di gruppo volti a favorire la convivenza tra le famiglie nelle case, l’aiuto reciproco e la condivisione emotiva. In totale, ad oggi, Castelnuovo ha guidato ben 34 gruppi di ascolto.

«Quando sono entrata per la prima volta nella Grande Casa di Peter Pan – racconta la presidente della onlus Trenta Ore per la Vita Rita Salci – ho subito respirato un’aria di “casa”, ho sentito i profumi della cucina dove le mamme preparavano il pranzo e ho visto i bambini giocare e sorridere tra di loro». Restituire un atmosfera di casa ai piccoli malati e alle loro famiglie è l’obiettivo del progetto portato avanti con Peter Pan, «affinché in ogni momento di sconforto – continua Salci – le famiglie possano trovare nel sostegno psicologico un aiuto emotivo per affrontare la malattia». Un sostegno che la presidente dell’associazione Peter Pan Giovanna Leo auspica di poter offrire in modo continuativo anche in futuro. «Abbiamo verificato che il modello di assistenza psicologica messo in atto attraverso colloqui privati e di gruppo – spiega – aiuta realmente i genitori a sostenere il carico emotivo dovuto al percorso della malattia del proprio figlio. Contribuisce ad arginare la sofferenza dell’anima, a “governare” le apprensioni, le paure, offre strumenti per relazionarsi con il proprio figlio malato senza trasferire in lui frustrazioni, angosce, paura. Ed è nostra intenzione – conclude – offrire anche in futuro questo servizio in modo continuativo».

28 febbriao 2017