Nella Via Crucis del Venerdì Santo, «tutte le famiglie del mondo»

I coniugi Gigi De Palo e Anna Chiara Gambini presentano le meditazioni per l’appuntamento con il Papa al Colosseo, scritte da diversi nuclei familiari. In rassegna le difficoltà del nostro tempo

Le piccole e grandi croci che quotidianamente ogni famiglia si carica sulle spalle saranno al centro delle meditazioni che scandiranno le 14 stazioni della Via Crucis presieduta da Papa Francesco alle ore 21.15 di Venerdì Santo, 15 aprile, al Colosseo. Tra i temi al centro delle riflessioni, la malattia, la morte di un coniuge o di un figlio, la guerra, le famiglie rifugiate e quelle numerose, l’adozione e le giovani coppie appena sposate. Il coordinamento per la redazione e la sintesi dei testi è stato affidato a Gianluigi De Palo, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, e alla moglie Anna Chiara Gambini, entrambi membri dell’equipe responsabile dei servizi legati al X Incontro mondiale delle famiglie che si svolgerà a Roma dal 22 al 26 giugno.

«Nella storia del tradizionale rito del Venerdì Santo, queste saranno le stazioni della Via Crucis scritte da più autori» spiegano i coniugi. Non mancherà il momento di riflessione e di preghiera per la guerra in Ucraina con portavoce due donne: due infermiere unite da profonda amicizia. Una è ucraina, l’altra russa. «In questo momento vivono la difficoltà e la croce di questo legame alla luce di quanto sta accadendo in Ucraina – spiega Anna Chiara -. Paradossalmente è la donna russa che soffre maggiormente perché percepisce nei confronti dell’amica ucraina tutto il peso derivante dal non poter far nulla, quasi a chiederle scusa per quanto sta accadendo, anche se lei non ha alcuna colpa».

Le meditazioni, che saranno lette durante la processione che si snoderà nel cammino ovale del Colosseo, passeranno in rassegna le tante difficoltà dei nuclei familiari del nostro tempo, molti dei quali soffrono per le drammatiche conseguenze della pandemia. Leitmotiv dei testi è l’esortazione apostolica postsinodale “Amors Laetitia”, che «come questa Via Crucis parte dal concreto per parlare del magistero e dell’importanza che ha la famiglia nella storia della Chiesa», dice Anna Chiara, ricordando anche il collegamento con l’anno “Famiglia Amoris Laetitia“, inaugurato da Papa Francesco in occasione del quinto anniversario della promulgazione del documento.

Una Via Crucis scritta da famiglie comuni, dunque, che nel cammino della vita, a volte tortuoso, inciampano nella malattia, nel lutto, nelle incomprensioni con i figli, ma sempre pronte a rialzarsi dopo ogni caduta. Riflessioni redatte a nome di quanti soffrono, con l’intento di trasmettere la speranza della risurrezione. Durante la processione non è detto che «chi porterà la croce sia la stessa famiglia che ha scritto la meditazione e che per vari motivi, come per esempio un problema di salute, non potrà essere fisicamente presente – specifica Gigi De Palo -. Ha comunque offerto una chiave di lettura partendo dalla propria esperienza. Le meditazioni sono ispirate a ciò che quotidianamente accade tra le pareti domestiche e sono paradigmatiche di alcune situazioni di difficoltà di vita vera. È una Via Crucis mondiale, la più popolare che si potesse scrivere perché le famiglie, ognuna con le sue ferite, sono ben consapevoli di poter essere uomini e donne “del terzo giorno”», quello della risurrezione. Tutti i protagonisti, sia quelli che hanno scritto le meditazioni sia quelli che materialmente porteranno la croce, in questi giorni «si sentono come tanti cirenei – aggiunge Anna Chiara -. Portano un pezzetto di croce di tutte le famiglie e avvertono il peso dell’essere un’unica famiglia umana».

Tra i partecipanti alla Via Crucis c’è «tanta gioia ed emozione – prosegue De Palo -. Hanno accettato tutti in punta di piedi sapendo che saranno i crociferi di tutte le famiglie che incontrano ogni giorno e che vivono situazioni simili alle loro. La Via Crucis racconta la famiglia in tutte le sue sfaccettature. I dolori, le gioie, le complessità di un matrimonio appena iniziato o quelle di un’adozione che allo stesso tempo racchiude la bellezza di trasformare uno “scarto” nel dono di un figlio. Nell’Anno speciale della famiglia – conclude – questa è un’ulteriore occasione per ricordarci che Amoris Laetitia non è una semplice esortazione apostolica ma ha in sé tutte le famiglie del mondo».

11 aprile 2022