Nicaragua: liberati i vescovi Alvarez e Mora

Scarcerati insieme ad altri sacerdoti, sono stati accolti dalla Santa Sede. La notizia confermata dal governo di Managua: 19 in tutto i rappresentanti della Chiesa cattolica messi in libertà

Liberato dal governo Ortega – Murillo e subito esiliato il vescovo di Matagalpa Rolando Álvarez, amministratore apostolico di Estelí, detenuto dal 19 agosto 2022 e condannato a 26 anni di carcere poco meno di un anno fa, il 10 febbraio 2023, dopo essere stato agli arresti domiciliari dall’agosto 2022. Con lui è stato liberato anche l’altro vescovo nicaraguense detenuto da quale settimana Isidoro Morta Ortega, della diocesi di Siuna, incarcerato il 20 dicembre, oltre ad altri 15 sacerdoti e a due seminaristi.

La notizia, diffusa già nella serata di ieri, 14 gennaio, è stata confermata ufficialmente dal governo di Managua con un comunicato, giunto poco dopo le 22: 19 in tutto i rappresentanti della Chiesa cattolica liberati dal governo del Nicaragua. A eccezione di uno rimasto in Venezuela, tutti sono arrivati nel pomeriggio di ieri a Roma e sono ora ospiti della Santa Sede. Tutti hanno concelebrato una Messa, tornando a indossare i paramenti, come mostrano le prime immagini dei due vescovi esiliati.

«La presidenza della Repubblica, il governo di riconciliazione e unità nazionale e il popolo del Nicaragua sono profondamente grati al Santo Padre, Papa Francesco; alla segreteria di Stato della Santa Sede; al suo capo, il cardinale sua eminenza reverendissima Pietro Parolin, e alla sua équipe, per il coordinamento molto rispettoso e discreto realizzato per rendere possibile il viaggio in Vaticano di due vescovi, quindici sacerdoti e due seminaristi», si legge nella comunicazione del governo Ortega.

A Francesco è andata anche la gratitudine del vescovo ausiliare di Managua Silvio José Báez, anch’egli in esilio, a Miami, che ha ringraziato il Papa «per il suo interesse per la sua vicinanza, per il suo affetto per il Nicaragua», oltre che lodare «l’efficacia della diplomazia vaticana. La dittatura criminale sandinista – ha affermato – non è riuscita a vincere la potenza di Dio».

15 gennaio 2024