Orp a convegno sul “viaggio dello spirito”

Monsignor Andreatta: «Il pellegrinaggio come momento di riflessione dove l’uomo ritrova se stesso». La chiusura all’udienza di Papa Francesco

Monsignor Andreatta: «Il pellegrinaggio come momento di riflessione dove l’uomo ritrova se stesso». La chiusura all’udienza con Papa Francesco

“Il pellegrinaggio: tempo e luogo di riconciliazione e conversione” è stato il tema del XVII Convegno nazionale teologico pastorale promosso dall’Opera romana pellegrinaggi e iniziato ieri, lunedì 9 febbraio, al “The Church village”. Incontro che si concluderà domani, mercoledì 11 febbraio, con gli ospiti che parteciperanno all’udienza generale di Papa Francesco.

Dopo il saluto di monsignor Liberio Andreatta, vice presidente e amministratore delegato dell’Orp, si è subito entrati nel vivo con l’intervento del cardinale Camillo Ruini, presidente emerito dell’Orp che ha sottolineato come «la riconciliazione sia al centro del ministero sacerdotale. Ogni sacerdote – ha detto dovrebbe tener presente il fatto che il fulcro del sacerdozio sta proprio nell’essere amministratori e operatori sacramentali della riconciliazione che Dio, attraverso la croce, la resurrezione di Cristo e il dono dello Spirito Santo ha compiuto una volta per tutte ma vuole realizzare in concreto in ciascuna persona che sia liberamente disposta ad accogliere questo dono».

È necessario, dunque, approfondire il proprio rapporto con Dio e liberare ogni ostacolo che impedisca una completa riconciliazione. Ed è qui che per il cardinale Ruini entra in gioco il pellegrinaggio, che oggi ha una sua nuova attualità rispetto al passato. «Attraverso l’esperienza di pochi giorni – ha aggiunto – si può fare insieme un cammino di fede, un percorso di introduzione profonda al cristianesimo perché sono molte le persone che vogliono sentirsi vicino a Dio ma poi, in realtà, non hanno le occasioni concrete per intraprendere questa strada».

La giornata di incontri è poi proseguita con la relazione “Perdita del senso del peccato e relatività del male”, del direttore del dipartimento di teologia morale alla Pontificia università Gregoriana, Humberto Molina, che ha sottolineato l’importanza dei gesti con cui avviene l’evangelizzazione: «La cultura cibernetica, pur favorendo la connessione in rete di tante persone in tempo reale – ha precisato – ha esasperato l’individualismo dell’uomo, incapace di comunicare a livello fisico. Ogni sacramento si integra nel processo di evangelizzazione come punto cruciale e non soltanto accompagna l’evangelizzazione che avviene attraverso gesti e parole ma è parte integrante di essa. Parola che non sostituisce la forza comunicativa del gesto, piuttosto lo completa».

Nel pomeriggio, è stata la volta dell’intervento di Antonio Sabetta, docente di teologia fondamentale alla Pontificia università Lateranense, che ha parlato sulla perdita del senso del peccato e sulla relatività del male. Successivamente, è stata celebrata la Messa presieduta dal cardinale vicario Agostino Vallini. «In una società dominata dal benessere e dai consumi – ha sottolineato monsignor Andreatta – il pellegrinaggio diventa una sosta nella vita, un momento di riflessione attraverso il quale l’uomo ritrova se stesso e gli altri per riscoprire quel grande dimenticato moderno che è Dio».

10 febbraio 2015