Sbarchi, ripristinare “Mare Nostrum”

Almeno 29 migranti sono morti per ipotermia mentre tentavano di raggiungere le coste italiane. Centro Astalli «creazione di canali umanitari sicuri»

Almeno 29 migranti sono morti per ipotermia mentre tentavano di raggiungere le coste italiane. Centro Astalli «creazione di canali umanitari sicuri»

E’ tragico il bilancio dell’ennesimo viaggio della disperazione intrapreso verso le coste italiane. Almeno 29 immigrati sono morti per ipotermia e altri quindici sono in gravissime condizioni. È accaduto la scorsa notte a un centinaio di miglia dall’isola di Lampedusa, dove sarebbero dovute giungere le 105 persone presenti sul barcone rintracciato dalla Guardia costiera italiana. Immediata la reazione delle associazioni.

Il centro Astalli invita le istituzioni ad intensificare gli sforzi per consentire ai profughi di arrivare in sicurezza sulle nostre coste. «Ancora una volta – afferma il presidente Camillo Ripamonti – attoniti davanti all’orrore, ci troviamo a chiedere la creazione immediata di canali umanitari sicuri che evitino a uomini e donne in fuga da guerre e persecuzioni di rischiare la vita affidandosi a trafficanti di essere umani». Sono sempre più urgenti soluzioni efficaci che assicurino l’incolumità dei rifugiati. «Mentre il dibattito tra Stati e istituzioni europee continua ad essere sempre più incentrato su questioni prettamente economiche e finanziarie – continua Ripamonti – la vita e i diritti dei migranti vengono regolarmente messi in secondo piano. Ma noi non vogliamo e non possiamo accettare che il mediterraneo continui a essere un cimiter».

Dopo un anno in cui l’Italia si è adoperata per salvare migliaia di vite umane nel mediterraneo, l’operazione Mare Nostrum è stata interrotta. L’operazione Triton che è subentrata ha un raggio di azione molto più ridotto e il suo obiettivo primario è quello di controllare le frontiere esterne dell’unione. Astalli crede sia «necessario intensificare gli sforzi, sul piano operativo ma anche normativo, per consentire ai rifugiati di arrivare in sicurezza, fermando le stragi alle frontiere e ponendo fine alla piaga del traffico di esseri umani. Chiediamo che l’Italia e l’Europa garantiscano il potenziamento del sistema di soccorso in mare al fine di scongiurare nuove tragedie come questa», sottolinea Raffaela Milano, direttore programmi Italia-Europa di Save the children. «Triton, cosi’ com’è concepito, non può e non deve essere l’unica risposta dell’Italia e dell’Europa a migliaia di bambini, ragazzi e famiglie costrette a fuggire per poter sopravvivere».

«Lampedusa oggi accoglie di nuovo i corpi senza vita di migranti in fuga da guerre, fame, violenze o gravi rischi per la loro vita, morti in mare per il freddo- dice Milano- le cattive condizioni climatiche invernali non hanno interrotto il flusso degli arrivi via mare, a dimostrazione della mancanza di alterative per chi e’ costretto, nonostante tutto, a tentare la traversata». Per l’organizzazione «la cessazione dell’operazione Mare Nostrum espone a rischi estremi tutti, e in particolare chi è più vulnerabile, come le donne, i bambini e gli adolescenti giovanissimi che sono una presenza costante negli sbarchi. Secondo le nostre stime – conclude il direttore dell’associazione umanitaria – dall’inizio dell’anno a ieri, su 3.709 migranti sbarcati in Italia, 195 erano donne e 390 minori, di cui 149 accompagnati e 241 non accompagnati. Il governo ripristini Mare Nostrum e torni a salvare vite umane». Anche le Acli e fondazione Migrantes si uniscono al cordoglio per la nuova strage di migranti, avvenuta nella notte tra domenica e lunedì a largo di Lampedusa, che è costata la vita a 29 persone. Antonio Russo (Acli): «Il governo italiano dia un esempio di civiltà e di solidarietà a chi fugge da guerre e persecuzioni». Migrantes, «una morte annunciata».

Il cordoglio della politica. Per Khalid Chaouki, deputato del Pd, «è l’ennesima, insopportabile tragedia. Non possiamo rischiare di tornare alla fase dei cadaveri nel Mediterraneo. Al di là dei nomi che si danno alle missioni, la priorità resta sempre la salvaguardia della vita umana, resa ancora più stringente dai conflitti terribili in Libia e in tutta l’area del Medioriente. Facciamo ancora una volta appello all’Europa, affinché intervenga e non lasci sola l’Italia» . Per Paolo Beni, deputato del Pd «non si può tornare indietro. L’angoscia per l’ ennesime morti non può farci dimenticare che il nostro compito prioritario è di salvare la vita a chi scappa dalle guerre. Quello che è accaduto questa notte, purtroppo, dimostra che si può arretrare rispetto all’impegno assunto dal nostro Paese con l’operazione Mare Nostrum e questo è inaccettabile. L’Europa deve farsi carico delle proprie responsabilità incrementando l’operazione Triton anche perché è facilmente prevedibile che nei prossimi mesi i flussi siano destinati ad aumentare. C’è bisogno, quindi, di una politica migratoria fatta in concerto con tutti e 28 i Paesi dell’Unione Europea così da garantire tratte sicure per i migranti e flussi concordati». Beni esprime «cordoglio per le morti e vicinanza e solidarietà al sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, che anche questa volta è in prima linea ad affrontare questa tragedia».

«L’ennesima tragedia del mare con decine di vittime per il freddo tra la Libia e Lampedusa mostra il vuoto lasciato dalla fine dell’operazione ‘Mare Nostrum’ e la necessità di riprendere i soccorsi in mare aperto». Così Milena Santerini, deputata del gruppo parlamentare “Per l’Italia-centro democratico”, firmataria nei mesi scorsi di una mozione a favore dei rifugiati e della revisione del trattato di Dublino. «La pura sorveglianza delle coste operata da Triton- prosegue- non può infatti arrivare a salvare in situazioni di emergenza i tanti disperati che vogliono raggiungere l’Europa. Tutte le vite umane hanno un valore, ma scandalizza ancor più che a dover morire siano profughi che scappano dalle guerre in Siria e Iraq o dall’Africa sub sahariana. Il diritto di rifugiarsi altrove quando si è in pericolo non può essere mai negato».

10 febbraio 2015