Padre Maccalli ricevuto dal Papa

Il missionario raggiunto dal Sir: «Un incontro commovente. Mi sono sentito accolto da un padre». Il superiore Porcellato: «Pregare per la fraternità»

«Un incontro molto commovente». Padre Pier Luigi Maccalli descrive così, all’Agenzia Sir, l’udienza di questa mattina, 9 novembre, con Papa Francesco, accompagnato dal superiore generale padre Antonio Porcellato. «Ho ringraziato il Papa di avermi accompagnato con la preghiera in questo periodo di lungo silenzio», racconta, riferito al periodo del suo sequestro. Il missionario della Società delle missioni africane (Sma) infatti, rapito la notte del 17 settembre 2018 nella missione di Bomoanga, in Niger, quasi al confine con il Burkina Faso, da un gruppo armato, è stato liberato in Mali soltanto l’8 ottobre scorso.

«Ho raccontato al Papa come pregavo e che mi sentivo sostenuto dalla preghiera della Chiesa – le parole del missionario -. Papa Francesco mi ha risposto che la Chiesa che è stata sostenuta dalla mia preghiera. Il Santo Padre è stato molto attento a quello che dicevo, l’ho sentito come un padre che ascolta e accoglie un figlio che tornava dopo tanto tempo». Al pontefice padre Maccalli ha illustrato anche la situazione difficile delle aree in cui è stato missionario, chiedendogli di pregare «per gli altri ostaggi, per la situazione in Niger e per le altre situazioni difficili dei Paesi in quell’area. Questo – ha sottolineato – è un momento in cui l’odio si fa sentire facendo la voce più grossa ma la risposta è più fratellanza e libertà. Ed è questa la missione della Chiesa». Il Papa, ha riferito, il religioso, ha detto che «bisogna pregare per un mondo più fraterno».

Nelle parole di padre Porcellato, la soddisfazione per il modo in cui il Papa ha seguito «con attenzione» tutto il racconto di padre Gigi. «Ci ha invitato a pregare sempre per la fraternità», ha detto.

9 novembre 2020