Piano sicurezza a Roma, l’attenzione resta alta
Il capo di gabinetto della Questura di Roma, Giampaolo Monastra: «Il leitmotiv è prevenzione: organizzare servizi con una pianificazione mirata». Controlli rafforzati nell’area dell’Esquilino
Dopo i giorni intensi che hanno visto Roma al centro dell’attenzione mondiale, con l’arrivo di migliaia di fedeli per l’omaggio alla salma di Papa Francesco prima, e le sue esequie dopo, l’apparato di sicurezza non si ferma. Ora tutte le attenzioni sono rivolte al Conclave, che si aprirà il 7 maggio, e ai successivi riti di inizio pontificato. «Il dispositivo di sicurezza è un work in progress, una macchina in continua evoluzione».
A parlare è il capo di gabinetto della Questura di Roma, Giampaolo Monastra, il quale specifica che l’attività di prevenzione e sicurezza è in atto già da mesi. «L’attenzione sulla città è alta sin dall’inizio del Giubileo – afferma -, è aumentata con la scomparsa del Santo Padre, con l’avvio delle procedure successive, con l’arrivo di capi di Stato e delegazioni da tutto il mondo, con il Giubileo degli adolescenti».
Le prossime settimane saranno quindi scandite da un dispositivo di sicurezza che culminerà nel protocollo operativo previsto per il Conclave. L’obiettivo è quello di «garantire la sicurezza dei fedeli e consentire loro di vivere l’attesa della fumata bianca in condizioni di serenità», aggiunge il capo di gabinetto. La storia insegna che nei momenti immediatamente successivi alla fumata bianca sono migliaia i fedeli che confluiscono in piazza San Pietro in attesa dell’Habemus Papam.
Come gestirli? «Con il solito approccio sistemico – dichiara Monastra -, lo stesso che adottiamo per tutti gli eventi che richiamano un numero considerevole di fedeli, curiosi o turisti in transito nella Capitale. Il leitmotiv della nostra attività è la prevenzione: organizzare servizi idonei a gestire gli eventi non nell’emergenza, ma con una pianificazione mirata».
Questo significa tener conto non soltanto degli aspetti legati prettamente alla sicurezza, ma anche della capacità di accoglienza dei pellegrini, predisponendo servizi adeguati nelle aree limitrofe e nei punti di accesso. Prevenzione significa inoltre attenzione ai potenziali fattori di rischio che possono interessare eventi di tale calibro, «dai reati comuni, come i borseggi che colpiscono luoghi ad alta affluenza, a minacce più gravi, come il terrorismo». A tal proposito precisa che «non vi sono evidenze concrete in tal senso» ma questo non significa abbassare la guardia, anzi «la soglia di attenzione deve rimanere sempre alta».
Riferendosi all’impegno corale delle forze di polizia, della protezione civile e dei volontari che la scorsa settimana hanno lavorato incessantemente affinché tutto si svolgesse in totale sicurezza, Monastra sottolinea che «più che un lavoro o una professione, gli uomini e le donne delle forze dell’ordine interpretano i propri compiti come una missione, in sintonia con la vocazione pastorale di Papa Francesco. Questo è il valore aggiunto di chi continuerà a garantire la sicurezza degli eventi giubilari e della normale vita del Vaticano. Papa Francesco ha fatto dell’accoglienza uno dei pilastri della sua missione pastorale. Ci piace pensare che noi operiamo in una linea di continuità ideale con quella missione, garantendo la serenità, l’accoglienza e la sicurezza di tutti i pellegrini».
Rafforzati anche i controlli intorno all’area di Santa Maria Maggiore dove riposa Papa Francesco. «Abbiamo varato un nuovo modello organizzativo per la gestione degli spazi esterni alla basilica – dice -. Il dispositivo si concentra anche sulle aree limitrofe: i fedeli attraversano vie di afflusso e hub logistici come la stazione Termini e le stazioni metro. Per questo abbiamo rafforzato il controllo del territorio in tutta l’area».
Coordinare le attività tecnico-operative dei servizi di sicurezza, per Monastra, 46 anni, originario di Napoli, già in servizio alla Digos, è stata un’esperienza che l’ha «segnato emotivamente – dichiara -. Prendere parte ad un evento così sentito dalla collettività internazionale, considerando anche quello che era il valore pastorale e simbolico del Santo Padre, mi ha caricato di emozioni ma anche di un senso di responsabilità straordinaria. I miei trascorsi nelle fila della Digos di Roma mi hanno dato un valore aggiunto nell’approcciare alla pianificazione di un grande evento».
30 aprile 2025

