Premiate le ricercatrici dello Spallanzani che isolarono il Covid-19

La menzione “Scienza Viva” a Marta Branca, Maria Rosaria Capobianchi, Concetta Castilletti e Francesca Colavita. «I nostri nomi, solo perché sarebbe stato impossibile scrivere i nomi degli oltre 800 dipendenti dell’Istituto che rendono la ricerca davvero fruttuosa»

La menzione d’onore “Scienza Viva” al team dello Spallanzani che per primo, lo scorso febbraio, riuscì ad isolare il virus del Covid-19 a meno di 48 ore dalla diagnosi di positività dei primi due pazienti sul territorio italiano. È questo il premio di cui sono state insignite ieri pomeriggio, 6 luglio, alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma Marta Branca, Maria Rosaria Capobianchi, Concetta Castilletti e Francesca Colavita. «Questo premio porta i nostri nomi – ha dichiarato Marta Branca, direttore generale dell’Istituto – ma solo perché sarebbe stato impossibile scrivere i nomi degli oltre 800 dipendenti che lavorano allo Spallanzani e che rendono la ricerca davvero fruttuosa». Isolare il virus responsabile della Sars-CoV-2 «è stato un lavoro di squadra, caratterizzato da impegno e passione. Un lavoro di rete che dà speranza anche e soprattutto per il futuro». I risultati raggiunti dell’Istituto romano, infatti, sono stati di grande aiuto a livello nazionale e internazionale «per il miglioramento delle terapie farmacologie e per lo studio del vaccino».

Premiate le ricercatrici dello Spallanzani che isolarono il virus del Covid-19, 6 luglio 2020Soprattutto per la ricerca scientifica, l’aver isolato il Covid-19 «è segno di grande speranza», ha spiegato Concetta Castilletti, dirigente biologa responsabile dell’Unità operativa semplice Virus emergenti. «Non possiamo nascondere che la ricerca sia poco considerata in Italia – ha precisato – ma è alla base dello sviluppo della medicina di un Paese e sicuramente questo premio ci onora e ci da fiducia per continuare su questa strada». Per qualsiasi virologo, ha spiegato Castilletti, «isolare un virus è di estrema importanza perché pone le basi per qualsiasi studio. Noi stesse – ha raccontato – eravamo incredule quando il risultato è arrivato ma estremamente soddisfatte».

L’importanza del lavoro di squadra è stato sottolineato anche da Maria Rosaria Capobianchi, direttrice dell’Unità operativa complessa laboratorio di Virologia e del Dipartimento di Epidemiologia, ricerca preclinica e diagnostica avanzata, a capo del team. «C’è una divisione di compiti – ha spiegato – così come c’è un aiuto reciproco e costante con tutti gli altri ricercatori. Questa è quindi una vittoria di tutti, anche di chi si è occupato successivamente della ricerca sierologica. È un qualcosa di collettivo e come tale va ricordato». Per la ricercatrice, «va riconosciuta la grande eccellenza dello Spallanzani e di chi ha studiato tanto per raggiungere questi livelli professionali».

Infine la più giovane del team, Francesca Colavita, la biologa ricercatrice che ha preso parte all’isolamento del virus a soli 31 anni e, fino a quel giorno, con un contratto da precaria e a tempo determinato. «Non posso che essere grata per questo riconoscimento, senza dimenticare che quello che abbiamo fatto è stato un primo passo. C’è ancora da lavorare – ha spiegato – e sicuramente questo premio è uno stimolo per tutti per avere fiducia in risultati sempre più soddisfacenti».

Quello del team dello Spallanzani è stato il risultato di un lavoro «tutto al femminile e per questo il riconoscimento non può non andare anche alla grande forza di volontà che le donne mettono in tutto ciò che fanno», ha sottolineato in chiusura di serata Cristiana Collu, direttrice della Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, che ha consegnato i premi insieme ad Elena Di Giovanni, membro del Consiglio di amministrazione della Galleria nazionale e vicepresidente della Comin & Partners, al commissario straordinario di governo Silvia Costa e a Giovanni Parapini, Senior Advisor per il Terzo settore, la coesione sociale e la responsabilità sociale della Rai. «Sentire parlare le ricercatrici – le parole di Collu – è stata una grande lezione. Ci hanno dimostrato umiltà, grazia e discrezione nel trattare un argomento così forte che suscita in tutti paure e timori». Inoltre, hanno avuto una grande «professionalità, nonostante il successo del genio femminile, nel fare spazio e includere tutti per un lavoro sempre migliore» e sempre improntato al bene comune.

7 luglio 2020