Referendum: dalla Conferenza dei vescovi «forte invito alla partecipazione»
Il direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali precisa che la Cei «non è entrata nel merito della questione con indicazioni di voto». Sollecitata «una corretta informazione per una scelta consapevole»
«La Conferenza episcopale italiana non è entrata nel merito della questione con indicazioni di voto». La precisazione, relativa al prossimo referendum sulla riforma della giustizia, è arrivata nei giorni scorsi da Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei. I vescovi, chiarisce, hanno espresso «un forte invito alla partecipazione, sollecitando una corretta informazione per una scelta consapevole e sempre nel segno del bene comune».
Quella che sarà proposta alle urne è infatti «una questione opinabile, secondo la definizione del Codice di diritto canonico e della Nota dottrinale della Congregazione per la dottrina della fede circa “alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica” – sono ancora le parole di Corrado -. Questi due testi ricordano anche che per temi appunto opinabili non bisogna presentare la propria tesi come dottrina della Chiesa».
La Conferenza dei vescovi interviene nel dibattito pubblico «solo attraverso dichiarazioni ufficiali e su temi di fondo, come ad esempio l’indispensabile equilibrio tra i poteri, che devono porre sempre a loro fondamento “la centralità della persona”», sottolinea ancora il direttore delle Comunicazioni sociali, citando le parole della Nota dottrinale. Per questo, «si rimanda all’unico pronunciamento sulle questioni referendarie: il comunicato finale dell’ultima sessione del Consiglio episcopale permanente in cui veniva sottolineata l’importanza di “recarsi alle urne, superando il clima di disimpegno e astensionismo”».
16 febbraio 2026

