Roma Sinfonietta, i concerti e l’impegno con scuole, biblioteche e ospedale

Nonostante qualche modifica a causa dell’emergenza coronavirus, continua la stagione inaugurata con Morricone e Dall’Ongaro. Il 26 marzo l’omaggio alla commedia italiana

«Sembra una guerra. La stampa, la radio e la tv non fanno altro che parlare di coronavirus. Persino nelle trasmissioni di intrattenimento, dove non ci sono ospiti all’altezza, e il risultato è un inutile e pericoloso allarmismo». Il Maestro Luigi Lanzillotta, direttore artistico dell’Associazione Roma Sinfonietta, è amareggiato: per la stagione concertistica promossa dall’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” il cartellone aveva in programma, il 4 marzo, la musica del Novecento storico di Ghedini, Dallapiccola, Salviucci e Rieti: quattro interessanti compositori che hanno messo l’Italia al passo con le avanguardie musicali europee del tempo. «Un bellissimo concerto – spiega Lanzillotta – ma il direttore Zvonimir Hacko, che viene dagli Stati Uniti, non se la sente di raggiungere l’Italia in questa situazione di allarme sociale e quindi il concerto verrà rimandato probabilmente alla fine di maggio». Spettacolo, dice, che sarà portato anche negli Usa, all’Oregon Festival.

Luigi Lanzillota, Associazione Roma Sinfonietta OrchestraA parte questo episodio, «per la stagione in corso ci sentiamo abbastanza soddisfatti – racconta il Maestro -. Consideri che siamo al di là del Grande raccordo anulare, nel territorio di Tor Bella Monaca che non è esattamente come i Parioli e il Flaminio. Il Grande raccordo anulare è il nostro nemico numero uno». A molti, ad esempio, «è capitato di dover tornare indietro, essendo rimasti bloccati nel suo traffico, e di dover quindi rinunciare ad assistere al concerto. Detto ciò, siamo felici della risposta del territorio in generale. Abbiamo il sostegno dell’assessorato alla Cultura del municipio VI e lavoriamo con le scuole, alle quali presentiamo le anteprime dei concerti, che si tengono a mezzogiorno, all’ultima ora di lezione». Anna Rollando, violista e scrittrice, è colei che cura gli incontri propedeutici ai concerti, con mirati e specifici approcci didattici rivolti ai ragazzi. «Iniziativa – chiarisce Lanzillotta – che facciamo anche nelle biblioteche delle facoltà di Medicina e Lettere dell’ateneo di Tor Vergata. Incontri musicali sempre molto affollati anche perché i ragazzi che frequentano le biblioteche per studiare sono tanti». Un’occasione per avvicinare i giovani alla dimensione preziosa del concerto dal vivo  e, più in generale, alla conoscenza della musica “colta”.

Associazione Roma Sinfonietta OrchestraLa Roma Sinfonietta collabora anche con il Policlinico di Tor Vergata nel progetto “Pillole Musical”. «Si tratta di percorsi sonori che si snodano tra le diverse stanze dei reparti del Policlinico». Purtroppo anche qui uno stop obbligato: «Doveva partire il 28 febbraio e durare fino a tutto il mese di aprile ma, su disposizione del Policlinico, ci siamo trovati costretti a spostare la data d’inizio di un progetto – tiene a precisare – che mira a portare un po’ di allegria ai pazienti». Dunque scuole, biblioteche e ospedale sono tre peculiarità che caratterizzano il modus operandi dell’associazione, tre pilastri sui quali si conta molto, «e non è semplice perché non basta individuare i brani che possono dare benefici a chi ascolta. Bisogna trovare gli artisti e, nel caso del Policlinico, anche gli strumenti giusti, come violini, flauti o violoncelli. Insomma, strumenti che non sconvolgano, come potrebbe fare invece una tromba o un fagotto, la quiete di un ospedale».

Una ventina i concerti in cartellone, da ottobre 2019 a maggio 2020, per offrire una varietà di proposte capaci di soddisfare ogni età mentre «quel che resta costante è l’eccellenza degli artisti che salgono sul palco dell’auditorium Ennio Morricone». E proprio al Maestro, due volte Premio Oscar – affiancato dal presidente dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia Michele dall’Ongaro – è stata affidata l’inaugurazione della stagione concertistica dell’Orchestra Roma Sinfonietta che con Morricone vanta una speciale rapporto decennale. Il prossimo appuntamento, l’11 marzo, «è dedicato ai rapporti tra poesia e musica nel Settecento, ai tempi dell’Arcadia», col mezzosoprano Chiara Osella, il violinista Leonardo Spinedi e la pianista Silvia Lanzillotta e con l’intervento del grande italianista Giulio Ferroni. Musiche di Vincenzo Fiocchi, Tommaso Antonio Vitali, Ottorino Respighi e Mozart.

Peppe Servillo & Solis String Quartet in "Spassiunatamente", marzo 2020La grande canzone napoletana d’autore rivive invece, il 25 marzo, con Peppe Servillo & Solis String Quartet in “Spassiunatamente”. «Peppe è un nostro amico, col quale collaboriamo da tempo. Un personaggio davvero interessante. Un teatrante più che cantante, capace di far diventare teatro tutto ciò che lui interpreta». L’8 aprile si ascolteranno invece musiche sacre di scuola napoletana e veneziana, accostate a Bach, con l’Ensemble Roma Sinfonietta e le voci, «una più bella dell’altra», di Sabrina Cortese, Lucia Napoli e Roberto Abbondanza. Il 22 aprile Fabio Maestri sale sul podio per la Sinfonia n. 4 “La vita celestiale” di Mahler, «in un’interessantissima riduzione per orchestra da camera commissionata da Schoenberg a Erwin Stein». Il 29 aprile l’Ars Trio si rivolge a Debussy e Ravel, i due maggiori compositori francesi tra Ottocento e Novecento.

Musiche dalle regioni d’Italia, Repertori devozionali, maggio 2020La conclusione della stagione è riservata infine al consueto appuntamento annuale con le “Musiche dalle regioni d’Italia”, a cura di Giorgio Adamo, professore di etnomusicologia all’Università di Tor Vergata: questa volta il focus è sulla Sicilia e sui suoi repertori devozionali, canti di lavoro e musiche strumentali. Fuori abbonamento il concerto del 26 marzo: un omaggio alla commedia italiana di Age e Scarpelli, e alle musiche per alcuni film della indimenticabile coppia di sceneggiatori, firmate da Trovaioli, Morricone, Bacalov e Rota. L’esecuzione è affidata al Felix Piano Trio nello spazio del Teatro Tor Bella Monaca, in un lembo della città davvero difficile.

Teatro Tor Bella MonacaA tal proposito Lanzillotta lancia un appello: «C’è troppa burocrazia e la musica, come la cultura in generale, ne risente. Le istituzioni e le stesse grandi aziende non sponsorizzano perché in realtà non si creano le condizioni per poter sponsorizzare, per poter sostenere le attività culturali e musicali. Per di più – aggiunge – noi lavoriamo in periferia e le periferie sono dei dormitori: non c’è nulla. Certo, il Teatro Tor Bella Monaca funziona ma è grazie al suo direttore Filippo D’Alessio». E nonostante tutte le difficoltà, tiene a precisare Lanzillotta, «i concerti sono di grande livello artistico e sono anche contento del risultato che otteniamo sul territorio. Ad esempio con l’ I.I.S. Edoardo Amaldi è stata siglata una convenzione di alternanza scuola-lavoro. Gli studenti, attualmente 12, fanno esperienza sul campo per apprendere i diversi aspetti dell’allestimento di un concerto», dall’accoglienza degli artisti, alla sistemazione del palcoscenico e all’assistenza ai tecnici luce e suono. «Ci vorrebbe – conclude – maggiore attenzione e più vicinanza da parte del Comune e della Regione a queste realtà», marginali sì, ma desiderose di fare e di continuare esserci nel panorama culturale di Roma.

28 febbraio 2020