Sant’Ireneo è dottore della Chiesa

Il decreto del Papa dopo il consenso della sessione plenaria dei cardinali e vescovi del Dicastero delle Cause dei Santi

Sant’Ireneo di Lione è dottore della Chiesa. “Doctor unitatis”: così ha deciso Papa Francesco. Lo ha reso noto la Sala stampa della Santa Sede. «Sant’Ireneo, venuto dall’Oriente – si legge nel decreto diffuso nella mattina di oggi, 21 gennaio -, ha esercitato il suo ministero episcopale in Occidente: egli è stato un ponte spirituale e teologico tra cristiani orientali e occidentali. Il suo nome, Ireneo, esprime quella pace che viene dal Signore e che riconcilia, reintegrando nell’unità. Per questi motivi, dopo aver avuto il parere della Congregazione delle Cause dei Santi, con la mia Autorità Apostolica  – scrive il Papa – lo dichiaro Dottore della Chiesa con il titolo di Doctor unitatis. La dottrina di così grande Maestro possa incoraggiare sempre più il cammino di tutti i discepoli del Signore verso la piena comunione».

Durante l’udienza del 20 gennaio con Papa Francesco il cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, aveva proposto al Santo Padre di accogliere il parere affermativo della sessione plenaria dei cardinali e vescovi membri del citato Dicastero, circa il conferimento del titolo di Dottore della Chiesa universale a Sant’Ireneo, vescovo di Lione, nato probabilmente a Smirne (ora Turchia) fra il 130 e il 140 e morto a Lione (Francia) nel 202.

Era stato lo stesso Francesco, ricevendo in udienza, il 7 ottobre scorso, i membri del Gruppo Misto di Lavoro ortodosso-cattolico Sant’Ireneo a rivelare, a braccio: «Volentieri dichiarerò Dottore della Chiesa il vostro patrono, con il titolo di Doctor unitatis, dottore dell’unità». Aveva inoltre definito il vescovo di Lione «un grande ponte spirituale e teologico tra cristiani orientali e occidentali», spiegando che il nome stesso, Ireneo, «porta impressa la parola pace», derivante dalla radice greca Ειρηναίος (Eirenaios), che significa appunto “pacifico”, “pacificatore”, “serafico”.

21 gennaio 2022