Sassoli al Consiglio europeo: un “piano Marshall” per la ripresa

Il presidente del Parlamento europeo alla sessione, in video conferenza, per affrontare l’emergenza Covid-19. «Pesante crisi. È il momento dell’unità»

«Il mondo che uscirà dalla crisi sarà un mondo diverso». Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli è intervenuto ieri, 23 aprile, al Consiglio europeo convocato in videoconferenza. Il tema: la risposta all’emergenza Covid-19, in particolare sul piano economico. «Il progetto europeo – le parole di Sassoli – dovrà raccogliere questa occasione per dare il ritmo di questo tempo nuovo». Quindi ha presentato una lunga serie di settori produttivi in sofferenza, con il forte rischio di un aumento della disoccupazione. Anzitutto quello automobilistico, ma anche il tessile, l’agroalimentare, il settore vivaistico, quello turistico , comprese le compagnie di trasporto navale e aereo. Questa crisi , ha asserito il presidente dell’Europarlamento, «colpirà più duramente i lavoratori non qualificati e temporanei, dove è più forte la componente di lavoratrici donne, le famiglie più povere e vulnerabili, trasformando una crisi finanziaria ed economica in una vera e propria emergenza sociale».

Gli Stati membri, il riconoscimento di Sassoli, hanno già attuato diverse misure per affrontare l’impatto immediato della crisi. «Tuttavia, sappiamo bene che lo sforzo complessivo messo in campo dall’Unione europea e dagli Stati membri non basterà per far fronte a una crisi dalle dimensioni inedite. Non si tratta solo di mettere in campo le risorse necessarie ma sarà fondamentale che tutti abbiano gli strumenti necessari per proteggere i propri cittadini, stabilizzare i mercati e rilanciare le proprie economie. Questo – ha aggiunto – è il momento dell’unità. Il mercato europeo è unico, se non ripartiremo insieme nessuno potrà pensare di rilanciare economie che sono profondamente interconnesse e fortemente interdipendenti tra di loro».

La pandemia, naturalmente, non ha colpito tutti gli Stati dell’Unione alla stessa maniera. «Alcuni hanno pagato un prezzo molto alto in termini di vite umane – le parole del presidente dell’Europarlamento -. È giunto il momento di andare oltre la logica di ognuno per sé e rimettere al centro la solidarietà che sta al cuore del progetto europeo». Le istituzioni Ue «hanno già costruito una rete di sicurezza per fornire la liquidità necessaria per fronteggiare la crisi nell’immediato con il Mes per le necessita sanitarie, con il meccanismo Sure, per far fronte alla disoccupazione, e con la Bei che darà ossigeno alle imprese», ha continuato Sassoli. Tutto questo è «fondamentale come intervento d’urgenza ma sappiamo benissimo che la sfida vera che abbiamo davanti e che oggi sta sulle vostre spalle è pensare all’uscita dalla crisi e alla ripresa. Grandi investimenti necessari – è la tesi dl presidente del Parlamento europeo – dovranno essere finanziati da un Quadro finanziario pluriennale notevolmente rafforzato attraverso fondi dell’Ue esistenti ma anche tramite strumenti finanziari innovativi».

Per Sassoli, «ora più che mai appare necessario rinegoziare un paniere di risorse proprie a partire dalla webtax, come indicato dalla presidente von der Leyen», e altre risorse come ad esempio un’imposta sulla plastica non riciclata. Tra le ipotesi, anche quella di «un fondo dedicato per la ripresa», sulla quale, ha assicurato, «siamo pronti a lavorare purché sussistano condizioni che il Parlamento considera imprescindibili. Ciò di cui abbiamo bisogno, come detto anche dai presidenti Michel e von der Leyen nella road map presentata oggi, è un vero e proprio Piano Marshall per finanziare la ripresa, basata sulle grandi priorità che avevamo già individuato insieme». Il riferimento è «al Green Deal, alla trasformazione digitale e alla riduzione delle disuguaglianze sociali». L’aspettativa espressa da Sassoli  è che «la capacità del fondo sia concretamente adeguata alla dimensione reali della crisi. Per la ripresa però – ha proseguito – non possiamo aspettare a lungo. I cittadini, le imprese, le comunità locali hanno bisogno di disporre fin da subito delle risorse per mettere in sicurezza il tessuto economico e sociale dei loro territori».

24 aprile 2020