Senza dimora: con il Covid aumentate le richieste agli Help center

Diminuiscono gli utenti ma cresce la domanda di beni di prima necessità. A chiedere aiuto anche tanti italiani. Radicchi: «Utenza completamente nuova»

Nel 2020 sono stati oltre 473mila gli interventi di assistenza a persone in difficoltà realizzati dai 18 Help Center, sportelli di ascolto, orientamento e assistenza sociale presenti nelle stazioni ferroviarie italiane. È quanto emerge dal Rapporto dell’Osservatorio della solidarietà nelle stazioni italiane (Onds) presentato oggi, 1° dicembre, in un evento in streaming all’Auditorium Villa Patrizi, sede del Gruppo FS Italiane. Quello appena passato è stato un anno condizionato dall’emergenza Covid-19 che, a fronte di una riduzione del numero totale degli interventi rispetto al 2019 dovuta, a causa della pandemia, alla chiusura temporanea di alcuni servizi e alla limitazione forzata degli spostamenti, ha visto aumentare del 2% le richieste di beni di prima necessità.

In totale nel 2020 agli Help Center della rete Onds si sono rivolte 15.676 persone (-30% rispetto al 2019). I nuovi utenti, ossia le persone che per la prima volta sono state prese in carico dai servizi sociali di stazione della rete Onds, sebbene siano diminuiti in valore assoluto (-37% rispetto al 2019) superano comunque il 52% degli utenti totali. Significativo l’aumento dei cittadini italiani che hanno chiesto assistenza agli Help Center, con la percentuale cresciuta dal 24% del 2019 al 28% (4.089) del 2020. Il numero maggiore di persone in stato di necessità che ha chiesto assistenza è rappresentato dagli stranieri: nel 2020 sono stati 11.587. Di questi 1.405 cittadini comunitari (9%) e 9.255 extracomunitari (63%). Gli uomini restano la maggioranza: 12.540 (82% degli utenti); le donne 2.758 (18%) e 26 le persone transgender. Sono stati circa 49mila gli interventi di supporto e orientamento sociale e oltre 424mila gli interventi di “bassa soglia” (distribuzione di pasti, coperte, abiti e beni di prima necessità), per un totale di 473mila interventi di assistenza (-9%) rispetto al 2019, dovuto in particolare a una riduzione del 52% degli interventi di orientamento sociale e a un aumento del 2% degli interventi a bassa soglia, nonostante il calo degli utenti.

«Durante la pandemia gli Help Center hanno dovuto operare riadattando la loro attività, aprendosi a un’utenza completamente nuova e colmando i vuoti di un sistema di accoglienza istituzionale inizialmente congelato» sottolinea Alessandro Radicchi, direttore di Onds. Attualmente la Rete di solidarietà comprende 18 Help Center, sportelli di ascolto situati all’interno e/o nelle zone limitrofe delle stazioni ferroviarie, che orientano le persone in difficoltà verso i servizi sociali della città (centri di accoglienza, comunità terapeutiche, associazioni specializzate) per elaborare percorsi mirati di recupero e reinserimento sociale. I locali sono concessi in comodato d’uso gratuito da FS Italiane e sono gestiti da associazioni a scopo sociale locali, d’intesa con i Comuni. I primi due centri sono stati istituiti nelle stazioni di Roma Termini e Milano Centrale; a essi si sono aggiunti quelli di Bologna, Chivasso, Torino, Genova Cornigliano, Firenze Santa Maria Novella, Pescara Centrale, Napoli Centrale, Foggia, Reggio Calabria, Messina, Bari, Catania, Brescia, Pisa e Cagliari.  È stata inaugurata da poche settimane “La Foresta – Accademia di Comunità”, il nuovo centro di Rovereto.

1° dicembre 2021