Sgreccia, una vita «contro vento» accanto ai più fragili

Presentata all’Università Cattolica l’autobiografia del cardinale, morto nel giugno scorso. De Donatis: elaborò i principi della bioetica in dialogo con la scienza

Un’esistenza vissuta “Contro vento”, quella del cardinale Elio Sgreccia, come il titolo della sua autobiografia, presentata nel pomeriggio di giovedì 30 gennaio all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Un lascito che sottolinea la sua «vita entusiasmante, mai priva di prove e di fatiche e tuttavia vissuta sempre “contro vento”», come ha affermato il cardinale vicario Angelo De Donatis presentando il volume edito da Effatà.

Una parola non casuale, poiché lo stesso Sgreccia ne spiega il significato e l’importanza. Così come nell’antichità fu scoperto come navigare controvento con un corretto uso delle vele, allo stesso modo «non ci si deve arrestare, né nascondersi, né piegarsi agli eventi ma opporre e dispiegare la vela alla ricerca di un approdo più valido». Non il compromesso, si legge nel libro, ma «la spinta verso il meglio». De Donatis, ricordando come da tutti Sgreccia si faceva chiamare semplicemente Don Elio, ha poi ribadito la sua «generosa disponibilità a prendersi cura delle persone».

È stata propria la passione di Sgreccia per l’evangelizzazione che lo ha spinto ad «elaborare i principi antropologici ed etici della sua bioetica e di una visione cristiana della vita umana in dialogo con la scienza». Da qui, inoltre, la sua «consapevolezza del significato e del valore della vita umana sempre, in ogni condizione e circostanza». Infine il cardinale vicario ha ricordato la versatilità di Sgreccia, capace di trattare anche i temi «del lavoro, dell’economia, dell’educazione e persino dell’ecologia», senza tralasciare mai la dimensione pastorale. Un’intera vita, dunque, vissuta nell’incontro con «i più fragili, cioè i poveri, i migranti, gli anziani, i disabili e tutte le vittime della cultura dello scarto».

Bellantone, De Donatis, Giuliodori, Manto, Pellicanò, presentazione autobiografia Elio Sgreccia, Università Cattolica, 30 gennaio 2020Ad aprire l’incontro era stato Rocco Bellantone, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica. Introduzione affidata al vescovo Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’ateneo, che ha sottolineato «la costante attenzione di don Elio nei confronti dell’Università e di un campo così importante con quello della medicina». Nella sua lunga esperienza accademica e da studioso – Sgreccia fu tra l’altro primo docente di Bioetica in Italia, fondatore dell’Istituto di Bioetica e presidente della Pontificia Accademia per la Vita – «si è trovato spesso in contesti agitati e complessi», ha ricordato Giuliodori, «ma la sua forza interiore e la sua fede lo hanno sempre aiutato per affrontare i venti contrari».

Tra i relatori anche Antonio Spagnolo, ordinario di Medicina legale all’Università Cattolica; Vincenzo Valentini, ordinario di Diagnostica per immagini e radioterapia nell’ateneo; Paola Pellicanò, presidente ad interim dell’Associazione “Donum Vitae”, monsignor Andrea Manto, presidente della Fondazione “Ut Vitam Habeant”. Due realtà entrambe fondate da Sgreccia. Il sacerdote lo ha voluto ricordare con la proiezione di alcuni video che hanno ripercorso la vita e gli insegnamenti del cardinale. «Era innamorato della persona umana – ha sottolineato Manto – e ha speso tutta la sua vita nel seminare a mani e braccia aperte, per poter far germogliare più grano possibile».

31 gennaio 2020