Siria, Unicef: «30 bambini uccisi nelle prime 2 settimane del 2018»

Escalation di violenza nella zona orientale di Ghouta dove si stima che 200mila bambini siano rimasti intrappolati, sotto assedio dal 2013

Nei primi 14 giorni dell’anno, più di 30 bambini «sono stati uccisi in un’escalation di violenza nella zona orientale di Ghouta, in Siria, dove si stima che 200mila bambini siano rimasti intrappolati, sotto assedio dal 2013». Fran Equiza, rappresentante Unicef in Siria, riporta di «gravi violenze avvenute nelle ultime settimane nel nord-ovest del Paese. È vergognoso che, dopo quasi sette anni di conflitto, continui una guerra contro i bambini mentre il mondo guarda. Milioni di bambini in tutta la Siria e nei paesi vicini hanno subito le conseguenze devastanti di livelli di violenza ininterrotti in diverse parti del paese».

L’Unicef ha ricevuto informazioni dall’interno dell’area orientale di Ghouta: le persone si stanno rifugiando nel sottosuolo temendo per la loro vita. Un attacco particolarmente violento contro edifici residenziali sembra essere stato così forte da ferire 80 civili, tra cui bambini e donne. Il personale medico ha dovuto faticare per estrarre i sopravvissuti dalle macerie.

Continua la rappresentante Unicef in Siria: «Mentre alla fine dell’anno scorso abbiamo visto un piccolo barlume di speranza con l’evacuazione di 17 bambini bisognosi di cure mediche urgenti, l’intensificarsi della violenza all’interno e intorno a Ghouta est ha trasformato la speranza in disperazione per i restanti 120 bambini che continuano a soffrire in silenzio in attesa di un’evacuazione medica urgente. Dobbiamo essere in grado di raggiungere i bambini bisognosi di assistenza umanitaria, con urgenza e senza restrizioni, ovunque si trovino in Siria. Le varie parti coinvolte nel conflitto possono far sì che ciò avvenga, consentendo immediatamente agli operatori umanitari di raggiungerli con l’assistenza salvavita».

15 gennaio 2018