Social business e solidarietà, contro le disuguaglianze
Presentati in Vicariato il documentario “A World of 3 Zeros” e il primo 3Zero Club intitolata a Papa Francesco. Una proposta di imprenditorialità diffusa nata dall’impegno del Nobel Yunus, che nella Capitale si tradurrà in due iniziative: la sartoria socicale WinOut e la pizzeria Fermentum
La felicità nelle parole di Papa Francesco, del premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus e dell’arcivescovo Baldo Reina. Si è aperta così oggi, 15 novembre, la prima nazionale del documentario “A World of 3 Zeros” per la presentazione del primo 3Zero Club, intitolato proprio al Santo Padre.
«Ho appreso con gioia – ha detto il pontefice in un messaggio – che la diocesi di Roma intende promuovere l’esperienza del social business ideata dal caro amico Muhammad Yunus con il quale ho avuto modo già in passato di confrontarmi per rispondere alla sfida della sostenibilità. Ritengo, infatti, che sia un modo molto concreto per ricucire lo strappo causato dalle disuguaglianze». Tutto questo, ha concluso, «è in linea con i frutti preziosi scaturiti dal recente convegno itinerante svoltosi nella mia diocesi per fare memoria di quello occorso 50 anni fa nella basilica lateranense sui “Mali di Roma”».
Anche Yunus ha voluto omaggiare con un messaggio l’evento che si è tenuto nel Palazzo lateranense. Un’iniziativa, ha spiegato padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio delle comunicazioni sociali del Vicariato, che ha tratto ispirazione dal magistero sociale di Papa Francesco e dagli insegnamenti del Nobel per la pace bengalese. Che sogna una società fondata su tre obiettivi: zero povertà, zero disoccupazione e zero inquinamento, tramite l’imprenditorialità diffusa.
In questo senso, il Pope Francis-Yunus 3Zero Club è il primo passo per superare le disuguaglianze a Roma. È un progetto innovativo che intende creare nuove opportunità imprenditoriali nelle periferie romane, valorizzando i giovani con problemi di salute mentale e altri tipi di fragilità. Si muovono in questo senso le due iniziative sostenute dalla diocesi e portate avanti dalla cooperativa sociale Manser, insieme all’associazione di volontariato FuoriDellaPorta. Si tratta della sartoria sociale WinOut e della pizzeria Fermentum.
«Un faro di speranza per i giovani delle comunità emarginate di Roma – ha detto Yunus -. Che non mira solo a raggiungere i tre obiettivi fondamentali, ma aspira anche a favorire l’emergere di una nuova civiltà, fondata sulla compassione, l’equità e la sostenibilità». Ispirato dall’incrollabile impegno di Papa Francesco per la giustizia sociale, ha concluso il premio Nobel, «e dalla mia convinzione nella forza del social business, il lavoro stimola le giovani menti a immaginare e realizzare progetti che generino un cambiamento significativo».
Il compimento di questo modello è stato possibile anche grazie alla collaborazione con l’Università Cattolica. «Per il nostro ateneo – ha detto la rettrice Elena Beccalli – è una grande opportunità poter associare all’insegnamento accademico anche una parte di azione. Ci consente di usare il cuore e le mani per far fronte alle disuguaglianze». A lei è arrivato il ringraziamento dell’arcivescovo Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma, che si è detto incoraggiato dal messaggio del pontefice. «Ci sentiamo onorati e anche un po’ orgogliosi di essere una delle prime diocesi che inizia l’esperienza del social business. In un momento così difficile abbiamo bisogno di camminare insieme».
Secondo il presule, «non possiamo rimanere indifferenti al grido di sofferenza che ogni giorno si innalza con grande forza nella nostra città». Il vicario ha così invitato a costruire una Chiesa che si sporchi le mani e un’economia che doni benessere e dignità a tutti. «L’unico modo concreto – ha concluso -, per vivere la fraternità universale».
Infine, la proiezione del documentario “A World of 3 Zeros”, realizzato dagli autori e registi Áine Clarke e Michel Van der Veken, che hanno invitato a «lasciare il mondo un posto migliore». La voce di Yunus ha accompagnato tutta la durata del lavoro. Il premio Nobel ha esortato a combattere contro il sistema economico attuale basato solo sul profitto e a «percorrere nuove strade». A partire dalla formazione delle nuove generazioni. Una scritta bianca su sfondo nero ha chiuso il sipario: «Niente è impossibile per gli esseri umani».
15 novembre 2024





