Soppressione reddito di cittadinanza: i timori dell’Alleanza contro la povertà

«Preoccupante», spiegano, che non sia stata fatta un’ipotesi sostitutiva. « La logica non può essere tagliare uno strumento ma renderlo più efficiente ed efficace»

All’indomani della presentazione da parte della premier Giorgia Meloni della manovra economica approvata dal Consiglio dei ministri, l’Alleanza contro la povertà esprime, in una nota, le sue perplessità. In particolare, le organizzazioni che ne fanno parte considerano «preoccupante annunciare la soppressione di una misura di contrasto alla povertà a partire dal 2024 senza delineare alcuna ipotesi di sostituzione». Il riferimento è alla soppressione del reddito di cittadinanza, su cui si è soffermata a lungo anche in sede di conferenza stampa la presidente del Consiglio. Intervento che tra l’altro andrebbe a definirsi in un periodo che si preannuncerebbe di recessione. «Chiediamo subito un incontro per discutere proposte e correttivi», si legge nel comunicato.

Da tempo infatti, evidenziano, «l’Alleanza sostiene che sono certamente necessarie modifiche per migliorare il reddito di cittadinanza, per rispondere alla crescente popolazione in condizione di bisogno. Si tratta di modifiche che vanno dall’ampliamento della platea degli aventi diritto all’adeguamento degli importi in relazione all’aumento del costo della vita, fino al rafforzamento effettivo dei percorsi di politiche attive del lavoro. In questo senso – aggiungono – anche il ridurre la durata per il 2023 e rendere più stringenti le condizioni per i lavoratori considerati occupabili è un intervento che non tiene conto di tutti i dati ufficiali e dei principali studi che mostrano quanto la platea presa in considerazione abbia bisogno di essere inserita in adeguati e supportati percorsi di formazione e riqualificazione, di inserimento lavorativo o di promozione dell’auto-imprenditorialità cooperativa. La via di favorire la compatibilità tra lo strumento e la ricerca dell’impiego da parte dei beneficiari richiede una riflessione che merita un approfondimento».

In attesa di un testo «da analizzare», dall’Alleanza osservano che l’annunciato intervento del reddito di cittadinanza in legge di bilancio «appare colpire quelle famiglie in povertà in cui il componente abile al lavoro risulterebbe colpevolizzato rispetto al fatto di non riuscire ad essere occupato entro 8 mesi. La logica non può essere quella di tagliare uno strumento  -rimarcano –  ma di renderlo più efficiente ed efficace. Per questo – è la conclusione della nota – al nuovo governo ancora chiediamo un incontro per meglio definire un percorso che tenga conto delle necessità e delle priorità da affrontare per dare risposta ai milioni di persone che vivono in condizioni di povertà. Attendiamo di essere convocati per effettuare proposte concrete e puntuali».

23 novembre 2022