Telefono Azzurro compie 35 anni

Un convegno per celebrare il cammino compiuto accanto a bambini e adolescenti, nella lotta ad abusi, pedofilia, bullismo e cyberbullismo. Caffo: «L’ascolto è capacità di guardare avanti»

Telefono Azzurro compie 35 anni. Un anniversario che si celebra oggi, 8 giugno, con un incontro al Centro studi americani di Roma – via Michelangelo Caetani 32 -, dalle 10 alle 13, al quale si può partecipare anche online. Al centro, il tema dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, al quale l’associazione fondata da Ernesto Caffo nel 1987 a Bologna e riconosciuta nel 1990 come “ente morale” dall’allora capo dello Stato Francesco Cossiga dedica da sempre il suo impegno, fornendo un aiuto concreto, professionale e sensibile ai minori vittime di abusi e violenze. Basti pensare che fino a oggi sono oltre 120mila i casi presi in carico attraverso le tre linee telefoniche che Telefono Azzurro gestisce.

Lotta ad abusi, pedofilia, bullismo e cyberbullismo, ma anche sostegno ai bambini colpiti dai più recenti drammi sociali, come la guerra in Ucraina. Questi i temi toccati negli anni dall’associazione, grazie alla partecipazione di volontari che, insieme a scuole e istituzioni, hanno messo in piedi e rafforzato negli anni una rete di ascolto, dialogo e intervento a difesa dei diritti dei minori. «Attraverso l’ascolto – spiega Caffo, che è docente all’Università di Modena e Reggio Emilia -, ogni giorno Telefono Azzurro è impegnato in prima linea nell’emergenza e nella difesa dei diritti dell’infanzia e adolescenza, dando risposte concrete ed efficaci e diffondendo una cultura di tutela e rispetto. L’ascolto – aggiunge – è capacità di guardare avanti, di pre-vedere i problemi e i drammi prima che diventino tragedie, mettendo in campo modelli nuovi di intervento e una capacità di fare rete con i diversi soggetti che possono offrire un aiuto concreto. Tutto questo significa, per noi, mettersi in ascolto. La scelta del “telefono” oltre trent’anni fa, come simbolo e come nome, è un perenne richiamo costante al nostro dovere di essere accanto a chi vuole rompere il silenzio e avere un aiuto accanto».

Il numero da chiamare all’inizio era lo 051.22.25.25; solo alla fine del 1994 il telefono si abbrevia diventando l’attuale 1.96.96, gestito 24 ore su 24 da operatori e volontari e utilizzato fino a oggi da bambini e adolescenti per le richieste di aiuto. Dal 2003 viene attivato anche il 114, gestito per conto del ministero delle Pari opportunità, al quale si possono denunciare, oltre agli abusi, i contenuti violenti sui minori diffusi da internet, tv, radio e carta stampata. Dal 2009 nasce infine il 116000, il Numero unico europeo per i bambini scomparsi, una linea che negli anni è servita sia come centro d’ascolto sia come centro di monitoraggio per ottenere un quadro della situazione attuale: stando ai dati del Dossier di Telefono Azzurro, nel 2021 oltre la metà dei casi gestiti (57%) dal 116000 ha riguardato casi di Missing Children in Migration.

8 giugno 2022