Terzo settore, le associazioni: scongiurare modifica del regime Iva

L’intervento di Acli, Ancescao, Arci, Auser e Mcl. «La proroga fissata al 1° luglio rischia di non essere approvata. Sarebbe un grave dietrofront». L’esigenza «è oggettiva»

Partono dalle parole del presidente Mattarella Acli, Ancescao, Arci, Auser e Mcl per intervenire sulla questione del cambio di regime Iva per il Terzo settore. «Il valore fondante della solidarietà ha declinazioni molteplici nei Trattati dell’Unione europea. Tra i popoli. Tra gli Stati. Solidarietà che le istituzioni devono assicurare ai cittadini, affermandone la dignità, riducendo i divari e accrescendo le opportunità. Solidarietà liberamente interpretata e organizzata dai corpi intermedi, che sono espressione viva, diretta della comunità». Questa la citazione del capo dello Stato. «Parole chiare – affermano -, che ancora una volta trovano purtroppo sordità dalle nostre istituzioni europee e nazionali che, al contrario, proseguono nel solco di una miopia oramai diventata malattia cronica».

Porta la data del 15 febbraio il comunicato del Forum del terzo settore nazionale – «in cui ci riconosciamo» – che denuncia con grave preoccupazione che la proroga del cambio di regime Iva per il Terzo settore, fissata al 1° luglio 2024, rischia di non essere approvata. «Sarebbe un grave dietrofront dopo la presentazione, nella legge di conversione del c.d. milleproroghe, di questo emendamento da numerose forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione», commentano le associazioni, parlando di un’esigenza «oggettiva» della proroga. «Scongiurare la modifica del regime Iva, che riguarda migliaia di enti non profit, a metà dell’anno»: questo l’appello. «Si tratta – affermano – di una scelta chiara, salvare il tessuto delle piccole associazioni del nostro Paese che rappresentiamo e che altrimenti rischierebbero di chiudere, soffocate nel caos dei regimi fiscali e degli obblighi burocratici».

La modifica del regime Iva «andrebbe a produrre solo un grave aumento degli oneri burocratici per il Terzo settore, in assenza, peraltro, di un incremento delle entrate per lo Stato – spiegano -. Anzi alcune attività potrebbero produrre riduzione per i conti pubblici per l’insorgere di maggiore iva a credito. È irrinunciabile quindi trovare al più presto una soluzione che riporti gli enti di Terzo settore nel regime di esclusione. D’intesa e a sostegno del forum del Terzo settore metteremo in campo le iniziative che riterremo più opportune per scongiurare questa ipotesi».

12 febbraio 2024