Test sierologici nel Lazio per il personale della scuola

La decisione della giunta regionale, che lancia una nuova campagna sulle misure anti-contagio. I dati sui nuovi casi: 26 i positivi al Covid in regione

Test sierologici per il personale della scuola nel Lazio, in vista dell’apertura dell’anno scolastico a settembre, e una campagna per l’uso delle mascherine. Sono le due decisioni della giunta regionale, che non nasconde la soddisfazione per l’uscita dal commissariamento nel campo della sanità. La delibera approvata prevede il test di sieroprevalenza a docenti, educatori, operatori di sostegno, assistenti, personale amministrativo, tecnico e ausiliario, studenti disabili e insegnanti di sostegno e a tutte le figure professionali delle scuole di ogni ordine fino al secondo grado (compresi gli istituti professionali), paritarie e non, dei servizi educativi per l’infanzia gestiti dallo Stato e dagli enti locali. «Il modello – spiega l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato – è quello già attivato per le indagini di sieroprevalenza al personale sanitario e delle forze dell’ordine e interesserà, su base volontaria, oltre 120mila addetti».

Qualora chi si sottoponesse al test risultasse positivo, sarebbe sottoposto al test molecolare (tampone) per la verifica della positività al Covid-19. «Tutti i dati – afferma D’Amato – verranno inseriti nella piattaforma nazionale. Si tratta della più grande indagine epidemiologica che viene svolta in ambito scolastico, per iniziare in sicurezza il prossimo anno scolastico. L’indagine viene svolta sulla scorta degli oltre 200mila test già effettuati nel Lazio, che hanno rilevato un tasso di circolazione del virus del 2,3% e portato all’individuazione di 443 persone positive asintomatiche».

Intanto, è stata avviata la nuova campagna di sensibilizzazione alle buone pratiche di contenimento del contagio, per ricordare a tutti di non abbassare la guardia di fronte alla diffusione del virus, invitando all’utilizzo della mascherina, a lavarsi spesso le mani e a mantenere sempre il distanziamento sociale. Regole che, anche con l’arrivo dell’estate, non vanno in vacanza. La campagna è programmata sull’utilizzo della stampa quotidiana, web, social, banner web e social geolocalizzati per smartphone (litorale laziale), affissioni nei Comuni del litorale, bus del litorale, ferrovia Roma/Lido, stazioni delle località balneari.

Itanto, secondo i dati diffusi dalla Regione nel pomeriggio del 23 luglio, sono ventisei i nuovi casi da coronavirus nel Lazio, di cui 16 a Roma, sei nei Comuni della provincia e quattro dai capoluoghi di provincia. Dodici sono casi “di importazione”, 4 del Bangladesh, altrettanti dall’India, due dalla Romania, uno dalla Lituania e uno dal Marocco. Contenuto il focolaio relativo ai tre giovani romani risultati positivi al Covid-19 dopo una breve vacanza a Capri (due tornati nella Capitale con la febbre); anche gli altri amici coetanei sono in isolamento domiciliare. All’Infernetto è stata disposta la sospensione temporanea dell’attività di un ristorante per una dipendente risultata positiva. Avviato il contact tracing e richiesti gli elenchi dei clienti che verranno indirizzati al drive-in di Casal Bernocchi: lo ha annunciato l’assessore D’Amato. Un decesso al Policlinico Umberto I.

«Con l’attuale andamento epidemico fortemente caratterizzato da focolai relativi ai cosiddetti casi di importazione e da un abbassamento dell’età dei contagi dovuto anche alla movida – ammonisce D’Amato -, decidere di non prorogare lo Stato di emergenza equivale allo sciogliete le righe. Auspico una riflessione attenta sul tema. Questo è il mese in cui bisogna abbassare il più possibile la curva per esser pronti a settembre. Ogni incertezza potrebbe avere conseguenze gravi. Nell’ultimo mese nel Lazio abbiamo avuto casi provenienti da 25 Paesi».

24 luglio 2020