Tumori cerebrali, la necessità di un approccio integrato

Questo tipo di neoplasie rappresentano il 2,6% dei decessi oncologici ma hanno un impatto sociale significativo per le ripercussioni cognitive dei pazienti

Il trattamento dei tumori cerebrali, sia primitivi che secondari, ha subito un incremento significativo negli ultimi 20 anni (a dispetto di un’incidenza sostanzialmente invariata nella popolazione dei tumori cerebrali primitivi); ciò è dovuto al miglioramento delle tecniche diagnostiche, all’affinamento degli approcci terapeutici, all’estensione della vita media e all’aumento invece di incidenza e sopravvivenza di altri tumori con tendenza alla formazione di metastasi cerebrali.

Le neoplasie cerebrali maligne primarie (originanti dal cervello) rappresentano il tredicesimo tipo di tumore più comune negli uomini e il quindicesimo nelle donne. I tumori dell’encefalo rappresentano nel nostro Paese il 2,6% del totale dei decessi oncologici, e il 2,7% del totale delle morti per tumore nell’uomo e il 2,9% nelle donne. Ciononostante l’impatto sociale di questa patologia è molto significativo per le ripercussioni cognitive dei pazienti affetti da tali tumori ed il relativo profondo coinvolgimento dei nuclei familiari.

In base a quanto rilevato dal Programma Nazionale Esiti (PNE), nel 2015 il volume di attività all’interno della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs è risultato pari a 393 interventi chirurgici per neoformazione cerebrale dell’adulto. Tale volume corrisponde a circa il 29,04% degli interventi per neoplasia maligna del Lazio e pone il Policlinico Universitario A Gemelli IRCCS al primo posto nel confronto regionale e al quarto posto in quello nazionale. Inoltre, negli ultimi tre anni (2016-2018) si è avuto un incremento sostanziale delle attivita’ neurochirurgiche al Gemelli con ulteriore aumento del trattamento delle neoplasie cerebrali, ponendo l’istituzione ai vertici dei valori nazionali.

Il percorso clinico assistenziale è basato su un approccio multidisciplinare integrato, per offrire al paziente con neoplasia cerebrale accesso e inquadramento diagnostico e terapeutico efficaci e tempestivi, attraverso le visite specialistiche e gli esami necessari per la diagnosi effettuati presso gli ambulatori e i servizi del Gemelli.

La fase diagnostica riveste fondamentale importanza, essendo un elemento cardine nella definizione del trattamento più adeguato per ogni paziente: per garantire un tempestivo accesso al percorso, sono previsti per i pazienti con sospetta neoplasia cerebrale degli spazi dedicati per le prestazioni di diagnostica per immagini. Questo sforzo rende più agevole e rapida la fase di inquadramento del paziente che si rivolga al Gemelli. La diagnostica per immagini, e tra i diversi esami la risonanza magnetica, rappresenta l’elemento centrale nella diagnosi e nella caratterizzazione pre-operatoria delle neoformazioni cerebrali dell’adulto.

Il trattamento neurochirurgico (di asportazione o bioptico, in funzione di sede ed estensione della neoplasia) rappresenta il primo passo terapeutico per tutti i tumori cerebrali. L’alta specializzazione dell’équipe neurochirurgica del Gemelli e gli ausili delle moderne tecnologie intra-operatorie aiutano a raggiungere l’obiettivo principale della massima radicalità chirurgica con il minor rischio di complicanze. Grazie all’intervento neurochirurgico è possibile, oltre ad eseguire la diagnosi istopatologica, anche ad ottenere una avanzata caratterizzazione biomolecolare della malattia, che aiuterà a pianificare il successivo iter terapeutico.

Inoltre, la presenza di diverse specialità cliniche di eccellenza all’interno del Policlinico Gemelli consente ai pazienti, la cui lesione neoplastica si riveli di origine secondaria (metastasi), di proseguire il percorso terapeutico in maniera rapida, sempre accompagnati in ogni passaggio da team multidisciplinari. Inoltre, la presenza di specialisti dedicati alla patologia oncologica cerebrale consente di definire un programma terapeutico personalizzato e in linea con le più recenti acquisizioni cliniche e laboratoristiche; l’accesso alla radioterapia come alla chemioterapia, ove indicate dopo la chirurgia, è garantito nel pieno rispetto del timing terapeutico, elemento fondamentale per il raggiungimento dei risultati attesi (Alessandro Olivi, direttore dell’UOC di neurochirurgia, Enrico Marchese, Responsabile UOS Neurochirurgia vascolare della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS).

6 febbraio 2019