Viaggi missionari, la «carica» per ripartire

Seminaristi, giovani, fidanzati. Voci sulle esperienze in Nepal, Mozambico e Thailandia promosse dal Centro diocesano

Seminaristi, giovani, fidanzati. Voci sulle esperienze in Nepal, Mozambico e Thailandia promosse dal Centro diocesano

Sono stati più di 35 gli uomini e le donne della diocesi di Roma che, anche quest’anno, hanno partecipato con entusiasmo ai viaggi pellegrinaggio ad gentes organizzati dal Centro diocesano per la cooperazione missionaria tra le chiese. Hanno raggiunto diversi angoli del mondo per “conoscere” paesi e culture diverse, “vedere” il cammino dell’incontro tra Dio e gli uomini, e per “raccontare” quello che hanno visto e toccato alle comunità parrocchiali di cui fanno parte. Sono questi i tre verbi scelti per connotare l’esperienza del programma “Sulle strade del mondo”.

Verbi che si traducono in azioni ed esperienze concrete portate avanti, negli scorsi mesi, in Thailandia, Mozambico, Perù, Brasile e Nepal. Un Paese, quest’ultimo, messo in ginocchio dal terremoto dello scorso 25 aprile. Luigi Lavia e Pasquale De Simone, due studenti del Pontificio Seminario maggiore di Roma, si sono uniti ai volontari di “Jay Nepal”, una Ong che lavora sul posto ormai da diversi mesi, dal 17 agosto al 4 settembre. «Appena arrivati a Katmandu – racconta Luigi, 33 anni – ci siamo subito resi conto della gravità della situazione. I monsoni erano alle porte e il tempo, per aiutare la popolazione, era sempre più esiguo».

Luigi e Pasquale hanno affiancato i volontari di Jay Nepal sin dal primo giorno; hanno calzato l’elmetto, messo gli stivali e si sono diretti nei villaggi più lontani. Hanno aiutato parte della popolazione a recuperare quei pochi averi che giacevano ancora sotto le macerie per poi costruire degli “shelter”. «Sono delle strutture leggere – sottolinea Luigi -, piccole unità abitative in alluminio che vengono fissate per terra e agganciate a tubi metallici». Le giornate di Luigi e Pasquale erano scandite dal lavoro e dalla preghiera: «Arrivavamo a casa stravolti dalla stanchezza ma ogni giorno pronti a ripartire – ricorda Luigi -; quella tragedia ha tirato fuori la parte più bella di quel popolo e anche di noi stessi che eravamo lì partecipi del loro destino. Eravamo tutti uniti; non c’erano differenze di casta, di religione o di razza, solo grandi sorrisi, abbracci e tanta stanchezza».

Irma Vincenzini era invece tra le 18 persone che hanno raggiunto il Mozambico. Dal 31 luglio al 16 agosto hanno visitato il Santuario mariano di Namaacha, la missione di Mafuiane fondata nel 1991 dalla parrocchia di San Frumenzio, sono passati più volte a conoscere le varie realtà di missione presenti a Maputo. E poi ancora la visita alla missione di Chibututuine, dove per quattro anni ha operato una famiglia romana, Taninga, Bilene e Guiua. «Ho studiato fino al giorno prima della partenza – racconta Irma che è iscritta alla facoltà di Economia della Sapienza e appartiene alla parrocchia dei Santi Marcellino e Pietro -, quindi non ho avuto tempo di prefigurarmi quello che sarei andata a trovare. È stato bello godersi questa esperienza quotidianamente, in maniera profonda. Entrare in contatto con realtà così diverse dalla propria mi ha fatto riflettere e mi ha permesso di praticare quel discernimento che la città tante volte ti nega a causa dei suoi ritmi e della sua confusione».

In Asia, a contatto con la millenaria tradizione buddhista thailandese, si sono spinti Dario Di Lascio e Francesca Cautilli, rispettivamente 23 e 24 anni, di Santa Maria Regina Pacis. Arrivati a Bangkok il 30 giugno, insieme agli altri pellegrini, sono stati accolti dai volontari del Pime e da padre Daniele Mazza che è stato la loro guida per tutta la durata del viaggio. Dario e Francesca sono fidanzati da sei anni. In Thailandia, dopo l’incontro con alcune famiglie romane partite in missione nel 2014, hanno deciso la data delle loro nozze: «Abbiamo visto la forza di queste donne e questi uomini – dicono i due fidanzati – che vanno avanti nonostante le difficoltà, a migliaia di chilometri da casa, pronti a portare la parola di Cristo in questa terra tanto diversa dalla nostra. Davanti a un esempio del genere abbiamo abbandonato ogni paura e ci siamo detti che Dio ci aiuterà proprio come sta facendo con queste famiglie che vivono la missione sulla loro pelle». Dario e Francesca si sposeranno il prossimo ottobre. «Torneremo in Thailandia o forse in qualche altro Paese per un futuro pellegrinaggio ad gentes, intanto – dicono sorridendo – ci concentriamo sul nostro prossimo viaggio, quello di nozze».

 

14 settembre 2015