Violenza sulle donne, Meloni: «Aiutarle a scoprire che non sono deboli»

Il videomessaggio della premier all’incontro “Non più sole”, a Montecitorio, in vista della Giornata internazionale per l’eliminazione del fenomeno. «Anche in Italia, quadro preoccupante»

“Non più sole. La drammatica attualità della violenza contro le donne”. Se ne è parlato ieri, 22 novembre, nell’incontro organizzato nella Sala della Regina di Montecitorio, in vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra il 25 novembre. A invocare la «massima attenzione» da parte delle istituzioni, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta con un videomessaggio. «Anche in Italia il quadro rimane preoccupante», ha riconosciuto, osservando che «il femminicidio è il gesto finale della violenza sulle donne. È la forma estrema della violenza più brutale, e più evidente, quella fisica, che ha molti possibili modi di esercitarsi: dalle minacce alla persecuzione, dai maltrattamenti agli stupri».

Davanti a tutto questo, «le donne non sempre denunciano», ha continuato la premier, passando in rassegna i motivi: «Perché sono ricattate dalla presenza dei figli, perché non sono autonome economicamente, perché hanno paura, perché si illudono che l’uomo cambierà, perché c’è di mezzo un rapporto affettivo, perché si credono deboli o perché si sentono sole». Ed è proprio «su questi ultimi due punti che noi possiamo incidere di più: far toccare con mano alle donne che non sono sole, che la società le sostiene, che crede alle loro denunce, che è in grado di fornire vero sostegno».

Nell’analisi di Meloni, «è necessario aiutare le donne a scoprire che non sono deboli ma che sono in grado di ribellarsi, di trovare in loro stesse la forza di andare avanti, di cambiare la propria vita e quella dei figli che assistono alle violenze e ne sono direttamente vittime». E il monito è proprio a non ignorare questo fenomeno della violenza assistita: «Sarebbe imperdonabile farlo: studi e statistiche ci dicono, infatti, che i bambini e gli adolescenti che assistono a episodi di violenza in famiglia possono avere gravissime conseguenze sulla loro crescita e sul loro benessere – ancora le parole della presidente del Consiglio – . E non è difficile crederlo. Si è riscontrato, purtroppo, che bambine e adolescenti femmine tendono nell’età adulta a tollerare la violenza subita, mentre i bambini o adolescenti maschi vittime di violenza assistita hanno maggiori probabilità di diventare partner aggressivi».

Da ultimo, la premier ha parlato anche dell’impegno del suo esecutivo «per combattere la violenza sulle donne e la terribile piaga del femminicidio», attraverso «politiche efficaci di prevenzione e contrasto, risolvendo le criticità, monitorando il fenomeno e stimando anche la parte sommersa dei diversi tipi di violenza». Quindi ha assicurato: «Faciliteremo l’adozione di protocolli e migliori pratiche nei Tribunali per un’applicazione sempre più efficace della normativa sul “Codice rosso”, così come intendiamo rafforzare il Piano anti-tratta per un’azione più incisiva a difesa e protezione delle vittime». Per Meloni, è necessario «combattere le nuove forme di oppressione e dominio sulle donne che nel nostro tempo si stanno sempre di più affermando. Siamo qui – ha concluso – per superare le ingiustizie e lottare contro tutte le forme di violenza».

23 novembre 2022