Vittime di tratta, due storie dall’orrore al riscatto

Stella, nigeriana, arrivò in Europa a 18 anni, per aiutare la famiglia. Costretta a prostituirsi in Italia, cambiò vita grazie alla Papa Giovanni XXIII

Stella, nigeriana, arrivò in Europa a 18 anni, per aiutare la famiglia. Costretta a prostituirsi in Italia, dopo 8 mesi cambiò vita grazie alla Comunità Papa Giovanni XXIII

Stella ha 22 anni e viene dalla Nigeria. Aveva solo 18 anni quando, per aiutare la sua famiglia estremamente povera, un giorno si è fatta prestare dalla sorella della sua amica Joy il denaro necessario per il viaggio verso l’Europa, dove sperava di trovare lavoro e futuro. È partita con un gruppo, «abbiamo attraversato anche il deserto, siamo arrivati in Spagna. Durante il viaggio c’erano sempre un uomo e una donna con me. Il giorno dopo che siamo arrivati a Madrid l’uomo se n’è andato, mentre la donna ha iniziato a dirmi che dovevo iniziare subito a lavorare per ringraziarli e per rimborsare tutte le spese che avevano fatto per me. Siamo partiti per l’Italia. Non avevo capito che tipo di lavoro voleva che facessi, ma poi mi ha dato una minigonna e degli stivali e mi ha detto che dovevo andare a prostituirmi altrimenti mi avrebbe picchiato». Sola, digiuna di italiano e priva di documenti, Stella racconta di essere rimasta sulla strada per otto mesi prima di cambiare vita grazie all’incontro con gli operatori della Comunità.

Viene dalla Nigeria anche Gloria, che nel suo Paese ha studiato informatica ma non trovava lavoro. «Presi l’aereo da Lagos per Parigi. Avevamo documenti falsi. In aeroporto conobbi Sheila, giunta da Marsiglia per dirmi che per ripagare le spese del viaggio – circa 40mila euro – avrei dovuto andare a prostituirmi». Gloria si ribella, viene picchiata, minacciata di ritorsioni sulla sua famiglia in Nigeria, spaventata con un rito voodoo. «Per una settimana – ricorda – mi hanno dato da mangiare solo un pezzo di pane ogni giorno. Di fronte a queste violenze, nella disperazione, ho accettato di andare a prostituirmi per le strade di Marsiglia. Ma lì guadagnavo poco e allora mi hanno mandata in Italia. Per fortuna alla fine sono stata accolta in Comunità».

24 febbraio 2016