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Il presidente Mattarella premia i volontari “eroi”

Consegnate 18 onoreficenze al merito. Edo Patriarca, Centro nazionale per il volontariato: «Storie di un’Italia che non rinuncia alla speranza»

Consegnate 18 onoreficenze al merito. Edo Patriarca, presidente del Centro nazionale per il volontariato: «Sono storie di un’Italia che non rinuncia alla speranza»

Sono cittadini italiani e stranieri che si sono distinti per atti di eroismo, per il loro impegno nel volontariato, nell’integrazione, nella legalità, nel soccorso e nell’assistenza ai migranti. Ancora, sono uomini e donne che si sono spesi per l’inclusione della disabilità, per la promozione della cittadinanza attiva, per il contrasto alla violenza. A loro è andato il grazie del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che li ha premiati con un’onoreficenza al Merito della Repubblica italiana.

Per il presidente del Centro nazionale per il volontariato Edo Patriarca il riconoscimento conferito dal presidente Mattarella a persone che «operano silenziosamente e volotnariamente per un Paese migliore» è un fatto «di grande rilevanza sociale e culturale». Si tratta, continua, di «18 persone, 18 storie di un’Italia che non rinuncia alla speranza e che vede nell’impegno volontario e nell’eroismo quotidiano una prospettiva di vita, uno stile di vita.

Due i premiati per atti di eroismo. La prima, una donna, Monica Graziana Contrafatto, Caporal Maggiore Scelto, «per l’altruismo e lo spirito di sacrificio con cui nel marzo 2012 ha
condotto le operazioni dei propri commilitoni durante un attacco alla base italiana in Afghanistan: pur rimanendo gravemente ferita al punto da compromettere la sua integrità fisica, con il suo operato ha permesso ai colleghi di mettersi al riparo, salvando loro la vita». Oggi è atleta paralimpica e sogna di partecipare a Rio 2016. L’altro premiato è Sobuj Khalifa, nato in Bangladesh, «per il coraggio e la generosità con cui non ha esitato a tuffarsi nel Tevere per salvare una donna caduta in acqua», benché sprovvisto del permesso di soggiorno e quindi consapevole di poter essere espulso dal territorio nazionale. Per il suo gesto eroico ha ricevuto dal Questore di Roma un permesso di soggiorno per motivi umanitari.

Premiati invece per l’impegno sul piano internazionale Stefano Marongiu, «per la professionalità e l’altruismo con cui ha offerto la propria assistenza medica in Sierra Leone
in occasione dell’emergenza da virus Ebola da cui è stato contagiato», nel maggio 2015, e Alganesc Fessaha, cittadina italiana nata ad Asmara, in Eritrea, presidente dell’ong Gandhi, «per il suo impegno nella lotta al traffico degli esseri umani e nell’assistenza ai profughi». Oltre 3mila i profughi rapiti o imprigionati in Sudan, Etiopia e nel Sinai che ha contribuito a far liberare.

Per la sicurezza e il contrasto alla violenza sulle donne sono state insignite del riconoscimento del presidente della Repubblica suor Michela Marchetti, «per il suo continuo impegno, anche nell’ambito del Centro anti-violenza di Crotone, a favore delle donne e dei bambini in difficoltà», e Anna Costanza Baldry, nata a Londra, psicologa ed esperta in criminologia, «per la professionalità e costanza con cui dedica le sue ricerche e la sua attività al contrasto alla violenza sulle donne». Responsabile, tra l’altro, del Centro per donne in difficoltà della Provincia di Roma gestito dall’associazione Differenza Donna, Baldry, esperta e consulente Osce in materia di violenza di genere e tratta di esseri umani,  svolge formazione sul tema anche a forze dell’ordine, magistratura e operatori socio sanitari.

Due i titoli per l’immigrazione e l’emergenza sbarchi. Il primo a Regina Egle Liotta
(in Catrambone), «per il contributo che attraverso l’Ong MOAS – Migrant Offshore
Aid Station – offre nella localizzazione e assistenza dei migranti in difficoltà nel Mediterraneo», salvando a tutt’oggi circa 4.500 vite. Il secondo al Tenente di Vascello Catia Pellegrino, la prima donna comandante di una nave militare, «per la competenza e la sensibilità con le quali ha coordinato numerosi drammatici salvataggi in alto mare nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum». Dalla sua esperienza è stata tratta una
web serie dal titolo “La scelta di Catia – 80 miglia a sud di Lampedusa”, trasmessa su Rai3 da ottobre 2014.

Diventa Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana anche Maurizio Fiasco, docente di sociologia, esperto della Consulta nazionale antiusura e presidente di Alea (Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio), premiato «per la sua attività di studio e ricerca su fenomeni quali il gioco d’azzardo e l’usura, di grave impatto sulla dimensione individuale e sociale». Premiato con lui per l’impegno nel campo della legalità anche Daniele Marannano, Cavaliere dell’Ordine al Merito «per il vivace impegno a favore della legalità e l’intensa opera di sensibilizzazione portata avanti anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie». Fondatore, nel 2004, dell’associazione antiracket Addiopizzo, schierato con i magistrati minacciati dalla mafia e impegnato con la fmaiglia di Libero Grassi nella memoria dell’imprenditore ucciso, scrive per il sito Linea Diretta,  newsletter della federazione delle associazioni antiracket e antiusura italiane, e ha lanciato un’App per aiutare le persone a trovare tramite geolocalizzazione i negozi pizzo-free.

Per la «scuola solidale» premiate Daniela Boscolo, «per il suo quotidiano impegno a favore dell’inclusione socio-scolastica degli alunni con disabilità», già “Miglior insegnante dell’anno” 2010, e Luciana Tredici (in Marazzi), «per la generosità e lo spirito di servizio con cui nel corso della sua carriera scolastica ha sostenuto ragazzi in difficoltà», sostenendo gratuitamente in orario extrascolastico ragazzi disabili e con problemi di apprendimento e dedicandosi, una volta in pensione, all’insegnamento dell’italiano agli immigrati.

«Ex deportato, per il contributo che, come testimone dell’olocausto, instancabilmente offre attraverso incontri nelle carceri e nelle scuole», diventa Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana Alberto Sed, unico insignito per le vittime di antisemitismo, la cui storia è raccontata da Roberto Riccardi nel libro “Sono stato un numero”. Unico il riconoscimento anche per la sicurezza nel contrasto ai fenomeni di violenza sul web, assegnato a Elvira D’Amato, vice questore aggiunto, responsabile del Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia on-line presso il Servizio di Polizia postale e delle comunicazioni, «per il suo contributo alla tutela dei minori in rete e al contrasto al cyberbullismo e alla pedo-pornografia».

È andato a Raffaele Martino Kostner, guida alpina e volontario del soccorso dal 1968, il premio per il soccorso alpino volontario, «per la dedizione e l’umanità con cui da tanti anni offre il proprio ausilio nelle attività di soccorso alpino volontario». Due invece i premiati per volontariato e integrazione. Si tratta di Antonio Silvio Calò, professore di storia e filosofia al liceo classico Canova di Treviso, «per l’esempio di civiltà e generosità che ha fornito aprendo la sua casa a sei giovani profughi giunti a Treviso dopo essere sbarcati a Lampedusa», e Benito Ermes Beltrame, ex maestro di scuola elementare di Frisanco (Pordenone), «per il generoso contributo all’integrazione di giovani profughi africani ai quali, pur nella sua avanzata età, si dedica impartendo lezioni di lingua italiana».

Da ultimo, un riconoscimento per la cittadinanza attiva è andato ad Alessandro Acciavatti, «per la sua costante attività sui temi della legalità e della formazione dei giovani
alla cittadinanza attiva». Laureato in Giurisprudenza a Roma Tre, è stato promotore di numerose iniziative di educazione alla legalità e di formazione dei giovani alla cittadinanza
attiva. Nel novembre 2003, in occasione dell’anno europeo della disabilità, ha svolto una audizione al Parlamento europeo in rappresentanza dell’Italia.

12 ottobre 2015