Pignatone fraternità e solidarietà, antidoti alla “cultura della superficialità”

Il presidente del Tribunale del Vaticano protagonista, con il direttore di Avvenire Tarquinio, della quinta tappa del percorso sulla Fratelli tutti promosso dalla diocesi

L’illegalità, l’emarginazione e le disuguaglianze sono conseguenze di una pericolosa superficialità che svilisce i rapporti umani e il bene comune. È questo il refrain che ha fatto da sfondo al quinto appuntamento del ciclo “Si tratta di un’altra logica”, il percorso di formazione promosso dalla Caritas e dall’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Roma per riflettere sull’enciclica “Fratelli tutti”, venerdì 12 marzo. “Una cultura della superficialità” il tema dell’incontro, trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook della Caritas, moderato dal direttore dell’organismo pastorale don Benoni Ambarus e aperto dal presidente del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano Giuseppe Pignatone, la cui meditazione si è dipanata dal paragrafo 113 del documento di Francesco.

«L’ “allegra superficialità” di cui parla il Papa è forse un riferimento alla disinvolta leggerezza, all’incoscienza o, meglio, al rifiuto di prendere coscienza dello stato di degrado morale in cui siamo – ha spiegato -. L’individualismo che nasce dall’indifferenza, anzi dal disprezzo di valori come l’etica, finisce infatti per provocare la guerra di tutti contro tutti». Unica via percorribile resta dunque quella della fraternità, che «significa invece ricerca del bene e trasmissione di valori positivi». Come la solidarietà: «Dopo aver messo in guardia dal “falso spirito comunitario” delle mafie, il Papa rimarca il ruolo decisivo delle reti solidali, la cui azione si ispira al fine dell’affermazione del principio della dignità umana – ha proseguito Pignatone -. La consapevolezza è che lo sforzo di un singolo, di alcuni o anche di molti è solo un passo di un percorso». Ma la promozione integrale della persona e dei suoi diritti viene garantita anche grazie a un “solido ordinamento giuridico”: «Nell’enciclica il Papa chiarisce gli equivoci che riguardano il rapporto tra giustizia e perdono. La prima significa ristabilire l’equilibrio sociale e, sotto questo profilo, è indispensabile per il bene comune – ha concluso -. Perdonare comporta la negazione della vendetta ma non vuol dire lasciare che l’offensore continui a danneggiare se stesso e gli altri».

La parola è quindi passata a Marco Tarquinio, direttore del quotidiano Avvenire, che ha incentrato il suo intervento sui drammatici esiti di «una superficialità infelice, che non è solo leggerezza ma a volte è una pesantezza che diventa insostenibile». Dopo aver sottolineato i pericolosi limiti di un’informazione spesso superficiale e caricaturale tesa a dividere lo sguardo delle persone, Tarquinio si è soffermato sugli sviluppi della crisi sociale ed economica derivata dall’emergenza sanitaria: «I dati ci raccontano una indigenza che è cresciuta enormemente con la pandemia – ha commentato -. E in questo contesto è giusto parlare di lavoro nero ma anche “grigio”, ossia quello borderline dei precari. La grande superficialità è stata nel non vedere che tipo di società stavamo costruendo».

La riflessione del direttore si è spostata poi sulla logica dilagante del cosiddetto “nazionalismo vaccinale”: «L’egoismo peggiore è quello di pensare che non serva vaccinare i Paesi del Sud del mondo – ha aggiunto -. C’è qualcuno che cerca di far finta non più di esser sano in un mondo malato, ma di poter sanificare se stesso in un mondo che resta malato». Ancora, Tarquinio ha posto l’accento anche sulla superficialità della politica. «Le ong e coloro che stanno accanto ai più poveri nelle nostre società o in mezzo al mare sono finiti sul banco degli imputati, eppure c’è stato un silenzio sterminato di tanta parte dell’opinione pubblica che si considera informata – ha concluso -. Si può essere equilibrati ma non equidistanti rispetto alla verità dei fatti e della vita della gente».

Il prossimo appuntamento del percorso è in programma il 9 aprile. Il tema: “Gesù ci invita a donare l’indispensabile e non il superfluo”.

15 marzo 2021