Massacro di civili a Bucha, Shevchuk: «Crimini che meritano il Tribunale internazionale»
L’arcivescovo maggiore di Kiev torna a parlare delle «terrificanti immagini» arrivate da città e villaggi ucraini, chiedendo giustizia per le «centinaia di persone uccise con un proiettile alla nuca». Il presidente dei vescovi ucraini: «Il mondo intero è inorridito»
Anche nella giornata di ieri, 5 aprile, l’arcivescovo maggiore di Kiev Sviatoslav Schevchuk è tornato a parlare delle «terrificanti immagini dei crimini di guerra perpetrati nelle città e nei villaggi ucraini», chiedendo giustizia per le «centinaia di corpi delle persone uccise con un proiettile alla nuca. Oggi – ha detto – chiediamo a tutto il mondo di vedere i crimini contro il popolo ucraino che meritano il Tribunale internazionale. Questi crimini accadono oggi in tutta l’Ucraina: a Rubizhne e Popasna, in Donbas, a Mariupol, nel Sud dell’Ucraina. Oggi – ha continuato il capo della Chiesa greco cattolica ucraina – ci rivolgiamo alla coscienza dell’essere moderno: facciamo di tutto per fermare la nuova ideologia della morte сhe oggi miete vittime sulle terre ucraine; l’ideologia che è peggiore del nazismo, l’ideologia che avrà il suo processo di Norimberga».
Interrogandosi sul “perché” di quanto è accaduto, a Bucha e non solo, a cominciare dai villaggi intorno a Kiev, l’arcivescovo risponde citando i «testimoni di queste atrocità: tante persone innocenti sono state torturate e uccise « solo perché ucraine, solo perché parlavano la lingua ucraina». Nel racconto dei testimoni, i soldati «chiedevano a ciascuno di loro quale fosse la sua professione, e se era insegnante veniva ucciso perché insegnava in ucraino, perché educava gli ucraini. Se era un atleta, veniva ucciso perché promuoveva lo sport nazionale. Se era un artista, un regista, lo uccidevano perché amava e promuoveva la cultura ucraina. Vediamo che questa guerra della Russia contro l’Ucraina ha una netta base ideologica – ancora la riflessione di Shevchuk -. Di questo negli ultimi giorni si è parlato ad altissimi livelli del potere russo. Questa guerra è la negazione all’esistenza del popolo ucraino».
Nel messaggio dell’arcivescovo maggiore anche un pensiero particolare ai volontari che per primi entrano in contatto con le ferite del popolo ucraino. «Essere volontario oggi è pericoloso per la vita perché in questo periodo la maggior parte delle persone muore quando vengono apparentemente aperti i corridoi umanitari per evacuare i profughi; i quali, in seguito, vengono fucilati senza pietà. Quanti volontari di quelli che portavano cibo alle persone sono morti a causa delle pallottole russe».
Anche il presidente della Conferenza episcopale cattolica latina dell’Ucraina Mechyslav Mokshytskyi, arcivescovo di Leopoli, ha registrato ieri un videomessaggio dedicato ai fatti di Bucha, davanti ai quali «il mondo intero è rimasto inorridito. Invito tutti a pregare per coloro che hanno dato la vita, per tutti coloro che hanno sofferto, per la pace, per la patria – le parole del presule -. Penso che Dio ci dia la pace tanto attesa e che il sacrificio non sia vano». Ancora, il presidente dei vescovi ucraini chiede di pregare «per tutti coloro che ora sono al fronte; per tutti coloro che aiutano le persone a superare questo momento difficile; per tutti i volontari; per tutti i medici e sacerdoti che servono coraggiosamente militari e civili. Preghiamo per i nostri nemici – l’esortazione – affinché Dio cambi i loro cuori in modo che possano distinguere tra il bene e il male. Preghiamo affinché la Madre di Dio di Fatima chieda a suo Figlio la misericordia e la pace tanto attesa per noi».
6 aprile 2022

