A Passoscuro il Centro di cure palliative pediatriche del Bambino Gesù

È il primo nel Lazio e il più grande in Italia per posti a disposizione. 20 i moduli abitativi già attivati e altri 10 in preparazione. Accolti in questa prima fase alcuni pazienti ucraini fuggiti dalla guerra

Un edificio di 5 piani immerso nel verde, a pochi passi dal mare. 20 i moduli abitativi già attivati e altri 10 in preparazione, all’interno di un’area di circa 11 mila metri quadrati, non lontano dalla sede di Palidoro dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. È il Centro di cure palliative pediatriche dell’ospedale della Santa Sede, inaugurato oggi, 22 marzo, a Passoscuro, nel Comune di Fiumicino. La prima struttura di questo tipo nella Regione Lazio, dove si stima che siano circa mille i bambini con malattie gravi ad alta complessità assistenziale, che necessitano di cure palliative, e la più grande in Italia per posti a disposizione, che in questi giorni haa accolto anche alcuni dei pazienti ucraini fuggiti dalla guerra con le loro famiglie.

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«Si realizza un altro importante passo nell’assistenza ai bambini più fragili – ha affermato la presidente del Bambino Gesù Mariella Enoc -. Il Centro vuole essere uno spazio di accoglienza, simile a una grande casa, nel quale accompagnare i piccoli pazienti o aiutare i loro familiari ad assisterli nel modo migliore. Perché è sempre possibile curare, come dice Papa Francesco, anche quando non è possibile guarire». Accanto a Enoc, all’inaugurazione, il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, il sindaco di Fiumicino Esterino Montino e i principali donatori che hanno contribuito alla realizzazione della struttura. A benedire la struttura, il vescovo della diocesi di Porto Santa Rufina Gianrico Ruzza.

bambino gesù, centro cure palliative pediatriche, passoscuroIl Centro è dedicato all’accoglienza di bambini e adolescenti con malattie rare, inguaribili, ad alta complessità assistenziale. Garantisce la presa in carico del paziente e di tutto il nucleo familiare: non solo i genitori ma anche i fratelli e le sorelle infatti subiscono la situazione di malattia e il carico assistenziale. Il Centro garantisce la cura e il controllo attento dei sintomi, primo fra tutti il dolore, e delle patologie concomitanti, l’attenzione particolare all’alimentazione e ai problemi ad essa correlati. Ma si prende cura anche dei bisogni psicologici, relazionali, spirituali, sociali, educativi. In Italia, informano dal Bambino Gesù, sono circa 35mila i minori – mille solo nel Lazio – che non possono tornare immediatamente a casa dopo il ricovero in ospedale perché necessitano di assistenza altamente specialistica o hanno bisogno che i loro genitori abbiano acquisito tutte le competenze necessarie per prendersi cura di loro. «Anche nella fase di assistenza domiciliare, il ricovero residenziale può rappresentare una soluzione temporanea in grado di fornire alla famiglia un periodo di sollievo oppure per permettere una revisione del piano assistenziale che necessiti di un monitoraggio più intenso».

Tra gli obiettivi del Centro c’è quello di garantire la migliore qualità di vita nelle fasi terminali di malattia, concretizzando quell’attenzione al diritto delle cure per tutti i pazienti, anche quando non c’è una speranza di guarigione, espressa nella Carta dei Diritti del Bambino Inguaribile dell’Ospedale Bambino Gesù, redatta nel 2018 in seguito alle controverse e dolorose vicende dei piccoli Charlie Gard e Alfie Evans. Inserito nella rete regionale di cure palliative pediatriche, lavora in stretta collaborazione con le strutture territoriali, assicurando il collegamento tra gli ospedali dove i pazienti sono ricoverati e l’assistenza domiciliare delle Asl e i pediatri di famiglia. L’obiettivo: far tornare il più possibile il paziente a casa, ma in condizioni di sicurezza. Anche per questo, viene curata la corretta formazione dei caregiver e si punta a costituire un punto di riferimento per il personale medico e infermieristico del territorio coinvolto nell’assistenza domiciliare.

bambino gesù, centro cure palliative pediatriche, passoscuroI lavori di ristrutturazione del Centro di Passoscuro hanno un costo di circa 3 milioni di euro, due terzi dei quali coperti dal contributo di piccoli e grandi donatori attraverso la campagna “Mi prendo cura di te” realizzata dalla Fondazione Bambino Gesù Onlus. Tra questi in particolare la Fondazione Angelini, il Fondo per la filantropia Andreotti & Brusone, la Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti, la duchessa Maria Luisa Magistrati Gaetani D’Aragona. E poi ancora l’Aeronautica Militare, la Guardia di Finanza e la Fondazione Mediolanum, la 1-618, Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), la società Siderferro, le Ferrovie dello Stato, l’associazione La magia di Lelino, Giacomo Ponti e Deborah Zani, Dream Rider. Più tante altre donazioni da persone fisiche o giuridiche o direttamente online. «A tutti loro dobbiamo una grande riconoscenza – ha affermato il segretario generale della Fondazione Bambino Gesù onlus Francesco Avallone – perché ci hanno consentito e ci stanno consentendo di realizzare un progetto straordinario per la cura e l’accompagnamento dei pazienti più fragili».

Oltre ai lavori già avviati per la realizzazione e l’allestimento di altri 10 moduli, altri riguarderanno il completamento degli arredi e lo sviluppo degli spazi esterni, l’area giochi e la spiaggia attrezzata, una nuova centrale elettrica e un ampio parcheggio. Gli ulteriori costi previsti ammontano a circa 3 milioni di euro. Sono già in programma molte iniziative di sostegno, tra cui una in particolare: il 20 aprile, all’Auditorium Conciliazione di Roma, lo spettacolo benefico di Rosario Fiorello “Stasera Fiorello per la solidarietà”, con l’incasso devoluto alla struttura di Passoscuro (prevendita già aperta su Ticketone). «In questi tempi cosi drammatici segnati dalla guerra alle porte dell’Europa – ha affermato la presidente dell’Ospedale Mariella Enoc – noi continuiamo ad investire sulla cura dei bambini, quelli più fragili, i cosiddetti inguaribili, che però continuano ad aver bisogno di cura, insieme con le loro famiglie. È il paradosso di questo nostro mondo: c’è chi tira le bombe sui bambini, e chi fa di tutto per salvarli con il meglio della cura, della ricerca, e per accompagnarli con umanità. Grazie a quanti continuano a credere in questa nostra missione».

22 marzo 2022