Accanto agli anziani contro caldo e solitudine
La Comunità di Sant’Egidio ha presentato l’inchiesta sui rischi dell’estate per le persone in età avanzata. L’85% degli over 80 in città da solo. Impagliazzo: necessaria la mobilitazione di tutti. Il vademecum contro l’isolamento. Tra i consigli, guardarsi intorno
Tanto caldo e troppa solitudine. Con l’arrivo dell’estate e delle alte temperature, le condizioni già precarie dei circa 9 milioni di anziani che in Italia vivono completamente soli o in compagnia del proprio coniuge si fanno sempre più complesse. È quanto emerso da un’inchiesta effettuata dalla Comunità di Sant’Egidio in diverse città italiane e presentata nella mattina di oggi, 12 luglio, a Roma. Il report esposto dal presidente Marco Impagliazzo ha posto l’attenzione non solo sui rischi che l’estate comporta per la fascia di popolazione in età avanzata, ma anche su quanto il range di anziani lasciati soli sia in crescente aumento.
«Abbiamo stimato che su un campione di circa 2.500 persone ultra ottantenni, ben l’85% di questi resterà in città da solo questa estate, subendo le conseguenze di caldo e solitudine in città spesso vuote rispetto alla normalità». Proprio per questo, ha spiegato Impagliazzo, è necessaria «una mobilitazione» da parte di tutti i cittadini per supportare gli anziani, aiutarli nelle difficoltà quotidiane.
«Negli anni abbiamo elaborato un vademecum», ha sottolineato il presidente di Sant’Egidio. «Si tratta di dieci consigli per evitare l’isolamento e per creare un senso di responsabilità nei cittadini, un invito a non voltarsi dall’altra parte». Tra i consigli c’è quello di guardarsi intorno, aiutare gli anziani per strada, ricordare che nei nostri condomini ci sono persone in età avanzata che vivono soli e che hanno bisogno di supporto. «Spesso – ha aggiunto Impagliazzo – basta scambiare qualche parola con loro, per capire se ci sono fragilità o necessità impellenti; si possono prendere iniziative personali, ma si può anche segnalare il problema alla Comunità. Noi abbiamo un programma specifico, “Viva gli anziani!”, nato vent’anni fa come sperimentazione della Comunità e del ministero della Salute, in risposta all’impressionante picco di mortalità osservato nell’estate del 2003, quando morirono in Europa migliaia di anziani. Oggi – sono ancora le parole di Impagliazzo -, questo programma è una best practice a livello europeo, è presente in 11 città italiane e monitora più di 18mila anziani. È stato riconosciuto anche dalle Nazioni Unite tra le azioni positive a favore degli anziani e a sostegno di un invecchiamento attivo».
I risultati di questa iniziativa sono stati moltissimi, ha proseguito Impagliazzo: «In primis il contenimento della mortalità nelle ore di calore, ma anche la riduzione delle ospedalizzazioni. Inoltre, intervenendo domiciliarmente, si è ottenuto un risparmio annuo delle spese dei servizi pubblici e dell’assistenza che noi calcoliamo dal 3 al 12%; non solo: si tratta di un modello sanitario che ha ispirato la cosiddetta commissione Paglia – dal nome dell’arcivescovo Vincenzo Paglia che l’ha presieduta -, che ha portato all’approvazione della legge 33 (legge delega n. 33 del 23 marzo 2023 per la non autosufficienza ndr), sulla domiciliarizzazione approvata dal Parlamento italiano, un passo avanti del nostro welfare, nel nostro modo di vivere anche in Italia». A tutto ciò si aggiunge la creazione dei Summer Point, aperti in tutti i quartieri delle città nelle quali la Comunità è attiva, luoghi nei quali radunarsi nelle ore meno calde e che permettono ai volontari di monitorare la situazione degli anziani.
Altro punto saliente emerso dall’inchiesta della Comunità di Sant’Egidio è il numero – esiguo – delle badanti presenti nel nostro Paese. «Secondo gli ultimi dati Inps, risalenti allo scorso giugno e relativi all’anno 2023, in Italia sono presenti 833.870 badanti regolari nelle nostre case (metà sono colf, l’altra metà badanti); a questo numero vanno aggiunti i lavoratori in nero. Proprio per questo chiediamo al governo che vengano regolarizzate quelle badanti irregolari e di allargare in maniera rilevante il numero delle badanti previste nel decreto flussi – circa 9mila l’anno al momento – che è un numero irrisorio per i bisogni esistenti».
Il presidente della Comunità di Sant’Egidio ha sottolineato come da un punto di vista economico, la spesa che le famiglie italiani affrontano è di 8 miliardi l’anno. «Senza questa spesa lo stato dovrebbe spendere circa 21 miliardi in più per la gestione di questi anziani, che finirebbero in istituto. Grazie all’impegno delle famiglie la spesa pubblica è ridotta di 13 miliardi l’anno». Proprio per questo, la Comunità ha chiesto che le famiglie vengano aiutate ad assumere badanti tramite sgravi fiscali, in modo tale che ciò offra sollievo anche alle spese dello Stato. «Nel 2025 le famiglie italiane avranno bisogno di 1 milione di badanti per soddisfare le necessità secondo un report di Family Network. Chiediamo incentivi all’assunzione, nonché la concretizzazione dell’utilizzo dell’assegno universale per la non autosufficienza».
Impagliazzo ha concluso con un accenno a un progetto che sta portando grandi frutti: «C’è un’esperienza, oltre al programma “Viva gli anziani!”, che abbiamo iniziato da poco e che riguarda la co-abitazione di anziani che, se da soli, non potrebbero permettersi di affrontare diverse spese, quali il pagamento dell’affitto o delle bollette». Da qui l’iniziativa che permette oggi a oltre 2.200 anziani di vivere insieme, condividendo la propria quotidianità e supportandosi a vicenda. «A Roma, a oggi, sono circa 1.100 gli anziani che hanno preso parte a questo progetto e i risultati sono fortemente positivi».
12 luglio 2024

