Ad Haiti la violenza si diffonde oltre la Capitale

L’Ufficio Onu registra almeno 1.642 persone uccise nel primo trimestre dell’anno; 745 i feriti. Sfruttamento sessuale e tratta di minori come strumenti di terrore e controllo delle popolazioni

«Estremamente preoccupante». L’Ufficio integrato delle Nazioni Unite ad Haiti (Binuh) definisce così la situazione dei diritti  umani nell’isola, registrando nei primi 3 mesi dell’anno almeno 1.642 persone uccise e 745 ferite. «Nonostante i progressi in materia di sicurezza in alcune zone del centro di Port-au-Prince, l’insicurezza è quotidiana e insostenibile per un gran numero di haitiani», afferma il responsabile Carlos Ruiz Massieu, specificando che la violenza continua a diffondersi oltre la Capitale, specialmente nei dipartimenti di Artibonite e Centre.

Le bande sono responsabili del 27% delle vittime, mentre le operazioni delle forze di sicurezza hanno causato oltre il 69% dei morti e dei feriti, tra cui decine di civili, compresi bambini; alle forze di autodifesa va fatto carico del restante 4%. Nel suo ultimo rapporto, l’Ufficio Onu sottolinea che le operazioni delle forze di sicurezza sono riuscite a limitare l’espansione territoriale delle bande in alcune zone di Port-au-Prince, dove diversi quartieri hanno registrato una diminuzione delle attività criminali. Ma nei territori che controllano, le bande continuano a commettere gravi violazioni dei diritti umani: omicidi mirati, rapimenti, estorsioni e distruzione di beni.

Il Binuh cita, tra gli altri casi, quello di un ragazzo di 13 anni giustiziato a marzo per aver fatto volare un aquilone mentre faceva da “sentinella” per una banda. E denuncia che le violenze di massa e lo sfruttamento sessuale sono utilizzati come strumenti di terrore e controllo delle popolazioni che vivono sotto il dominio delle bande. Anche la tratta di minori rimane una pratica «preoccupante».

11 maggio 2026