Aibi a Draghi: «Trovare la migliore soluzione alla crisi»

L’associazione si unisce a quanti chiedono di dare continuità all’azione di governo: «Le urgenze dettate dal bene comune reclamano che le conflittualità siano gestite e si trovi un’intesa»

Da quando Mario Draghi ha presentato le sue dimissioni, respinte dal Presidente Mattarella, si sono susseguiti appelli e manifestazioni affinché si trovi una soluzione alla crisi di governo.
Anche le associazioni hanno lanciato la loro richiesta affinché la politica sia in grado di «attraversare il conflitto per trovare la migliore soluzione». Una richiesta alla quale Ai.Bi. Amici dei Bambini si associa ribadendo la necessità di dare continuità all’azione di governo in un momento delicato come quello attuale che vede molte urgenze «dettate dal bene comune» che «reclamano che le conflittualità siano gestite e trovino rapidamente un’intesa».

In particolare, «si pensi ai temi della denatalità, con l’azione iniziata proprio dal governo Draghi sull’assegno unico che richiede ulteriori step per sostenere le famiglie e ribadire il loro ruolo fondamentale all’interno della società. Ma anche per l’adozione internazionale, da tempo in crisi, il momento è fondamentale, con l’azione della Cai che ha portato, dopo anni di stallo, a riprendere i contatti con i Paesi stranieri per il rilancio dell’adozione. Un discorso, questo, che richiede un impegno costante e paziente e che subirebbe una inevitabile battuta d’arresto in caso di crisi di governo. Lo stesso si può dire della cooperazione internazionale: è da poco uscito il secondo bando per la presentazione dei nuovi progetti da portare avanti nei prossimi anni e si è già in attesa del terzo bando. Ma anche in questo caso occorre continuità per riuscire a sfruttare al meglio queste opportunità che sono fondamentali per ridare speranza a tante persone che vivono quotidiane difficoltà dovute a guerre, carestie, povertà».

Ecco perché, di fronte a questo scenario nazionale e internazionale, «Ai.Bi. si associa all’appello di associazioni, movimenti e organizzazioni della società civile affinché il presidente del Consiglio Mario Draghi e le forze politiche che l’hanno sostenuto trovino prontamente una composizione delle differenti posizioni. Aldilà delle differenti valutazioni che vi possano essere su responsabilità e operato degli attori in campo, riteniamo che la drammaticità del momento e le tante domande di dignità della società non abbiano bisogno di una crisi perché ne uscirebbero ancora più compromesse. Ne pagheremmo tutti le conseguenze, soprattutto chi già è o sarà più colpito dal convergere, in una tempesta perfetta, di più crisi lontane dall’essere risolte, come la guerra globale, l’esodo dei rifugiati e di tanti poveri, l’inflazione e l’esplosione delle diseguaglianze, la pandemia e le devastazioni conseguenti alla crisi climatica e alle violenze sull’ambiente. Il tutto mentre nel nostro Paese crescono in modo preoccupante poteri criminali, corruzione e mafie”»

All’appello hanno già aderito Acli, Aidu, Anpc, Associazione Giovanni Paolo XXIII, Associazione Nuova Camaldoli, Associazione 100autori, Arci, Argomenti2000, Azione cattolica italiana, Csi, Confcooperative, Cnca, Comunità di Vita Cristiana, Fuci, Gruppo Abele, Istituto Nazionale di Urbanistica, Legambiente, Legacoop Sociali, Libera, Masci, Mcl, Meic, Movimento Politico per l’Unità, Sermig, Uneba.

19 luglio 2022