Azzardo: il record poco lusinghiero della Capitale

Nel 2024 “giocati” a Roma oltre 8 miliari e 300 milioni, a fronte dei 7 miliardi e 733 milioni dell’anno precedente. Cresce l’azzardo telematico. Al primo posto per i romani i giochi di abilità. Trincia (Caritas Roma): «Numeri agghiaccianti»

Roma miliardaria per soldi finiti nel gioco d’azzardo. Sempre più miliardaria. Nel 2024 i romani hanno “giocato” ben 8 miliardi e 330 milioni, 597 milioni più del 2023, quando ne “giocarono” 7 miliardi e 733 milioni. Si tratta di un incremento del 7,1 per cento, superiore a quello nazionale. In tutto il Paese, infatti, lo scorso anno si sono “giocati” 157 miliardi e 453 milioni, rispetto ai 147 miliardi e 718 milioni di euro del 2023, con un incremento del 6,59%. Si tratta di dati ufficiali del ministero dell’Economia, comunicati dal sottosegretario all’Economia Federico Freni in risposta ad un’interrogazione parlamentare presentata dai deputati del Pd Stefano Vaccari e Virginio Merola.

Dati nazionali, regionali, provinciali e comunali, come quelli di Roma che ha anche altri record poco lusinghieri. Gli 8 miliardi e 330 milioni la piazzano nettamente in testa nella classifica delle grandi città, staccando di svariati miliardi le altre. Al secondo posto c’è Milano con 3 miliardi e 947 milioni, al terzo Napoli con 3 miliardi e 453 milioni; entrambe le città con meno della metà della Capitale. Ancor più lontane Palermo con 2 miliardi e 377 milioni, e Torino con 2 miliardi e 172 milioni. Ma dove “buttano” i propri soldi i romani? Una prima divisione è tra azzardo “fisico” (agenzie, sale, bar, tabaccai, ecc.) e on line. Nel primo finiscono 3 miliardi e 307 milioni, nel secondo 5 miliardi e 23 milioni. Dati che confermano la crescita dell’azzardo telematico, ormai fortemente maggioritario in tutto il Paese: nel 2023 i dati romani erano, infatti, 3 miliardi e 306 milioni e 4 miliardi e 427 milioni.

Andando a vedere le preferenze dei romani, scopriamo che al primo posto ci sono i cosiddetti giochi di abilità o skill games con 3 miliardi e 636 milioni, seguono le scommesse sportive con 1 miliardo e 281 milioni, la Vlt con 918 milioni, le lotterie istantanee, cioè i “Gratta&vinci” con 685 milioni, la Awp, cioè le slot machine con 544 milioni, il betting exchange con 344 milioni, il Lotto con 316 milioni, il Bingo con 164 milioni, il Superenalotto 96 milioni. «Numeri agghiaccianti – commenta Giustino Trincia, direttore della Caritas di Roma -, proprio perché di mezzo ci sono centinaia di migliaia di persone, di famiglie che vengono travolte da questo tsunami che si chiama azzardo».

Da Trincia una precisa accusa per «il letargo e la miopia» che «affliggono gran parte della politica ufficiale e delle istituzioni pubbliche» mentre è «ridotta l’attenzione dei media, nonostante l’enorme somma di denaro sottratta all’economia reale e la disgregazione sociale e la disperazione che c’è dietro di essa». E dunque «è più che mai necessario che la Chiesa ponga al centro un annuncio del Vangelo incarnato, facendosi prossima dei molti schiavi delle scommesse sulla fortuna e sul destino». Ricorda che la Caritas di Roma da anni porta avanti un progetto, “No Azzardo” che coinvolge alcune decine di scuole. «Occorre però ben altro! Servono omelie dove si parli di questa piaga. Servono programmi pastorali e di animazione delle comunità parrocchiali e civili basate sull’informazione, sulla formazione e sulla sensibilizzazione delle persone e delle comunità, nelle chiese, negli oratori, nei seminari, nelle scuole e nelle università, nei centri sportivi e di socializzazione per giovani, adulti e anziani».

Ma serve anche altro. «Molti dei “dipendenti da gioco” sono in realtà alla ricerca di un buon samaritano che si chini su di loro». Dunque, conclude Trincia, «a noi spetta aprire gli occhi, smetterla di sottovalutare il fenomeno, pensando che spetti ad altri e allo Stato (qui per di più “complice”) e farci promotori di un necessario ascolto del perché si scommetta; dell’azione di stimolo delle istituzioni pubbliche a fare la loro parte; delle alleanze indispensabili tra credenti e non, tra le molteplici agenzie educative laiche e religiose e tra le stesse realtà ecclesiali e associazioni di ispirazione cattolica, per un programma di prevenzione e di contrasto dell’azzardo che sia finalmente all’altezza dell’urgenza che i numeri implacabilmente dimostrano».

20 maggio 2025