Caritas-Sapienza: accordo per i più fragili

Partito alla Cittadella della carità il progetto “Regaliamo un sorriso” per la realizzazione di protesi dentarie gratuite, rivolto agli over 65 della Capitale con basso reddito

La collaborazione tra enti e istituzioni diverse fa la differenza nella vita delle persone più fragili. Ne è dimostrazione il progetto “Regaliamo un sorriso” per la realizzazione di protesi dentarie mobili totali e parziali gratuite per pazienti con basso reddito partito ufficialmente la settimana scorsa alla Cittadella della carità Santa Giacinta, grazie alla sinergia tra il Centro odontoiatrico della Caritas diocesana (Coc) e la Sapienza Università di Roma. Si inserisce nel contesto delle attività di Terza Missione del dipartimento di Scienze odontostomatologiche e maxillo facciali dell’ateneo e coniuga la preparazione accademica con l’impegno sociale. È rivolto a over 65 residenti a Roma con un Isee inferiore a 9.360 euro, ospiti dei servizi sociali di assistenza agli anziani del Municipio II.

Al Coc verranno visitati dieci pazienti ogni mercoledì. Saranno seguiti da un team di specialisti – tra i quali gastroenterologo, psicologo e patologo orale – che si occuperanno di realizzare e adattare le protesi in base alle esigenze individuali. Grazie a questa collaborazione è possibile «ridurre le liste di attesa arrivate a un anno», afferma il direttore sanitario del Coc Roberto Santopadre. Il Centro fornisce già protesi mobili con l’apporto di tre odontoiatri protesisti e 16 laboratori odontotecnici che realizzano i manufatti gratuitamente. Solo nel 2023 sono state consegnate 6 protesi fisse, 65 parziali, 9 scheletrate e 19 totali. «Nel servizio pubblico questo tipo di offerta è totalmente carente – prosegue Santopadre -. Il costo minimo di una protesi totale mobile è di 600 euro di ticket».

Il Coc è nato nel 1983 e dal 2012 è nella Cittadella della carità Santa Giacinta, dove hanno operato fino a oggi 109 dentisti che si dedicano a promuovere la salute orale degli ospiti delle strutture della Caritas diocesana: bambini, ragazzi, adulti in condizione di fragilità socio-economica. Eroga 27 tipologie di prestazioni odontoiatriche e dalla sua istituzione ne ha effettuate più di 25mila curando 3.200 pazienti di 97 nazionalità diverse. Al 31 dicembre scorso i volontari sono 49: 37 dentisti, 4 addetti alla sala ferri e 8 all’accoglienza. Le risorse umane ci sono, «il problema riguarda come sempre i fondi – osserva il direttore sanitario -. Se ne avessimo di più potremmo curare più pazienti, anche se a questo deve pensarci il Servizio sanitario nazionale».

Il progetto andrà avanti per un anno e la sinergia tra Sapienza e Caritas nasce dal fatto che quest’ultima fa parte del Terzo settore. «L’università deve operare all’esterno delle proprie strutture per divulgare la propria conoscenza – dice la ricercatrice Francesca De Angelis -. Vogliamo sperimentare un protocollo clinico che possa ridurre il numero di sedute offrendo la stessa qualità di lavoro del metodo tradizionale. Per far questo stiamo introducendo il lavoro digitale supportati da due laboratori di Roma».

De Angelis spiega che in questo modo «l’ateneo conosce le realtà territoriali, gli studenti fanno formazione sul campo, si aiuta il Servizio sanitario a ridurre il carico di lavoro e si curano pazienti che non si possono permettere un dentista». Il protesista Bernardo Agriffa illustra che per questo progetto «si utilizza una nuova tecnica che sfrutta il digitale, grazie al quale si riducono tempi e costi. Ci sono spese sostenute all’inizio per l’acquisto dei macchinari ma poi si ammortizzano nel tempo».

16 maggio 2024