Consiglio europeo, nasce il Recovery fund

Il premier Conte: «Abbiamo approvato un piano di rilancio ambizioso. Con 209 miliardi possiamo far ripartire l’Italia con forza e cambiare volto al Paese»

L’accordo è arrivato alle 5.32 di questa mattina, 21 luglio, dopo l’ennesima notte di trattative, al culmine di un vertice iniziato venerdì scorso e più volte arrivato vicinissimo al fallimento: i leader europei hanno approvato il bilancio pluriennale e il Fondo di ripresa (il Recovery Fund). Vede finalmente la luce quindi il piano straordinario da 750 miliardi per salvare i Paesi maggiormente colpiti dal Covid dal tracollo finanziario; fondi che saranno reperiti da Bruxelles tramite gli Eurobond. Tra i Paesi che riceveranno i maggiori aiuti, anche l’Italia.

Al termine di un drammatico summit – «forse abbiamo stabilito il record e superato per durata il vertice di Nizza», ha detto in conferenza stampa, alle 6 del mattino, il premier Conte -, cambiano dunque le politiche economiche del continente. Il presidente del Consiglio italiano ha parlato di «momento storico per l’Italia e per l’Europa. Siamo soddisfatti – ha spiegato -: abbiamo approvato un piano di rilancio ambizioso e adeguato alla crisi che stiamo vivendo. Avremo una grande responsabilità: con 209 miliardi abbiamo la possibilità di far ripartire l’Italia con forza e cambiare volto al Paese. Ora dobbiamo correre», ha aggiunto, evidenziano che «»abbiamo conseguito questo risultato tutelando la dignità del nostro Paese e l’autonomia delle istituzioni comunitarie».

Nelle parole di Conte, «il governo italiano è forte: la verità è che l’approvazione di questo piano rafforza l’azione del governo italiano». E a proposito del Mes ha assicurato che «bbiamo discusso tanto e immagino continueremo a parlarne: il Mes- ha chiarito – non è il nostro obiettivo, l’obiettivo è valutare il quadro di finanza pubblica e le necessità e valutare gli strumenti nel migliore interesse dell’Italia. Il piano che oggi approviamo ha assoluta priorità nell’interesse dell’Italia. Ci sono prestiti molto vantaggiosi».

Da Conte anche un’altra rassicurazione: «Abbiamo già lavorato al piano di rilancio, elaborato progetti e condiviso con tutte le componenti della società. Rimane un ultimo confronto con le opposizioni, dopodiché avremo un quadro definito dei progetti – ha detto -. Dovremo declinarne la priorità e individuare quelli da selezionare in prospettiva europea. La costruzione di una task force operativa, al di là di uno staff che ha già lavorato al piano di Rilancio, sarà una delle priorità che andremo a definire in questi giorni perché dovrà partire al più presto».

Al termine di un vertice che entra oggi nel quinto giorno di trattative, superando effettivamente per lunghezza il record di 4 giorni e 4 notti di colloqui del vertice di Nizza del 2000, soddisfazione anche nelle parole della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. «Ne è valsa la pena – ha dichiarato in conferenza stampa -. Questo accordo è un segnale della capacità di agire in Europa». Ringraziando il presidente del Consiglio Ue Charles Michel «per gli sforzi e la perseveranza» e la cancelliera tedesca Angela Merkel «per aver guidato in modo eccezione» i lavori, Von der Leyen ha parlato di «record assoluto» nella vicenda storica dell’Europa riferendosi alla velocità con cui Next generation Eu è stato pensato e varato dal Consiglio: due mesi. Ma «senza precedenti» è anche la risposta in sé, che mette insieme «solidarietà e responsabilità», perché il piano è sostenuto da tutti i 27 Paesi e prepara la strada per un’Europa «più moderna e sostenibile».

Il nuovo bilancio, nelle parole di von der Leyen, è «un investimento nel futuro dell’Europa», perché preme sull’acceleratore della transizione ecologica e digitale. L’unico rammarico: gli «aggiustamenti sui bilanci per alcuni capitoli di spesa (salute, migrazioni, azione esterna, InvestEu)» e il fatto che «non si sia adottato lo strumento di solvibilità. Diminuisce la parte innovativa del bilancio anche se il 50% del bilancio e di Next generation sosterrà politiche moderne». Il passo successivo, ha aggiunto, sarà «lavorare con il Parlamento europeo per garantire l’accordo».

Ad annunciare l’accordo alla stampa, il presidente del Consiglio Ue Charles Michel. «Ce l’abbiamo fatta. L’Europa è forte. L’Europa è unita – ha dichiarato con soddisfazione -. Erano negoziati difficili, in tempi molto difficili per tutti gli europei ma la maratona si è conclusa con successo per tutti e 27 gli Stati membri e soprattutto per il popolo». Quello raggiunto, per Michel, è un «buon accordo, quello giusto per l’Europa, adesso» e segna una tappa «cruciale nel viaggio dell’Europa»: nella storia europea infatti è la prima volta che «il nostro bilancio sarà chiaramente collegato ai nostri obiettivi climatici», che «il rispetto dello Stato di diritto sarà un criterio decisivo per le spese di bilancio», che «si rinforzano le nostre economie contro una crisi».

Una sorta di «magia del progetto europea», l’ha definita Michel, che genera «resilienza grazie al rispetto, alla cooperazione, alla volontà di lavorare insieme, per superare le difficoltà insieme». Non solo: è anche un «segnale» di fiducia «che inviamo agli europei e al resto del mondo: che questa Unione europea è un’unione di valori, che ha la capacità, quando il momento lo richiede, di rispondere con forza, con fermezza».

21 luglio 2020