Francesco ai padri sinodali: «Esercitate parresìa e umiltà»

Nella prima riunione della Congregazione generale, il Pontefice ha parlato a tutti i partecipanti invitandoli a un confronto aperto e chiaro. «Nessuno dica: “Questo non si può dire”»

 

Parresia e umiltà sono i due atteggiamenti che Papa Francesco ha chiesto ai padri sinodali aprendo oggi, lunedì 6 ottobre, la prima Congregazione generale dell’Assemblea in corso in Vaticano sul tema “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”. «Voi portate la voce delle Chiese particolari, radunate a livello di Chiese locali mediante le Conferenze episcopali», ha detto il Papa ai padri: «La Chiesa universale e le Chiese particolari sono di istituzione divina; le Chiese locali così intese sono di istituzione umana. Questa voce voi la porterete in sinodalità».

«È una grande responsabilità – ha ammonito il Papa -: Portare le realtà e le problematiche delle Chiese, per aiutarle a camminare su quella via che è il Vangelo della famiglia». «Una condizione generale di base è questa: parlare chiaro», ha detto il Papa entrando nel dettaglio dei compiti dei partecipanti: «Nessuno dica: “Questo non si può dire”; qualcuno penserà di me così o così… Bisogna dire tutto ciò che si sente con parresìa».

Bisogna dire tutto quello che «nel Signore si sente di dover dire: senza rispetto umano, senza pavidità. E, al tempo stesso, si deve ascoltare con umiltà e accogliere con cuore aperto quello che dicono i fratelli». «Con questi due atteggiamenti si esercita la sinodalità, ha spiegato il Papa». «Parlate di tutto con tanta tranquillità e pace – ha proseguito il Santo Padre – perché il Sinodo si svolge sempre ‘cum Petro et sub Petro’, e la presenza del Papa è garanzia per tutti».

 

6 ottobre 2014