Giornata migrante e rifugiato: dal Papa l’invito a «costruire il futuro con loro»

Il presidente di Migrantes Perego commenta le parole pronunciate all’Angelus da Matera. Comunità di Sant’Egidio: «Mettere da parte la tentazione di un avvenire “contro”»

«Da Matera Papa Francesco ha coniugato la parabola del ricco epulone e di Lazzaro con la mensa dei ricchi da cui sono esclusi i poveri, che sono anche i migranti che fuggono da miseria, sfruttamento e guerra». L’arcivescovo di Ferrara-Comacchio Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, ha commentato ieri, 25 settembre, le parole pronunciate dal pontefice durante la preghiera dell’Angelus da Matera, dove ha presieduto la Messa conclusiva del Congresso eucaristico nazionale, nella 108ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. «Da Matera e dalla tavola eucaristica – ha affermato – è venuto un messaggio forte per costruire il futuro con i migranti».

Anche la Comunità di Sant’Egidio ha celebrato la Giornata unendosi alle parole di Papa Francesco che invita a costruire il futuro «con» chi è costretto ad abbandonare la propria terra. «Ci sembra non solo opportuno ma decisivo mettere da parte la tentazione di un avvenire delle nostre società, nel Nord del mondo, “senza” o addirittura “contro” chi rappresenta ormai da tempo una parte cospicua della nostra popolazione e del mondo del lavoro – si legge nella nota diffusa dalla Comunità -. Occorre affrontare l’immigrazione, sgombrando il campo da ogni impressione o ragionamento superficiale, da ogni facile strumentalizzazione».

Per Sant’Egidio, è necessario anzitutto «soccorrere chi rischia la propria vita in viaggi della disperazione nel mare Mediterraneo, sempre più lunghi e dolorosi, come dimostra la recente, tragica, morte di 81 profughi partiti dal Libano con i barconi e naufragati al largo della Siria». Quindi, «occorre avere la capacità di accogliere e integrare. I corridoi umanitari – che sono riusciti a portare in Europa oltre 7mila profughi – sono in questo senso un modello da seguire perché permettono di conoscere persone e famiglie testimoni di guerre e di violenze, aiutandole ad inserirsi come parte integrante della nostra società», evidenziano.

Per “costruire il futuro” – è l’analisi offerta dalla Comunità – occorrono «alcuni interventi che facilitino l’ingresso di migranti per motivi di lavoro, di cui l’Italia, in piena crisi demografica, ha estremo bisogno: ampliamento delle quote annuali, introduzione della sponsorship (persona o associazione che può fare da garante per l’inserimento nel mondo del lavoro), facilitazione dei ricongiungimenti familiari e un più generoso ricollocamento dei profughi da parte dei Paesi europei».

26 settembre 2022