Giubileo mariano, Francesco: «Dagli stranieri esempi di valori dimenticati»

In piazza San Pietro rettori, cappellani e devoti di 51 santuari di 38 Paesi. «Maria esprime la ricchezza della divina misericordia, che va incontro a ognuno»

In piazza San Pietro rettori, cappellani e devoti di 51 santuari di 38 Paesi. «Maria esprime la ricchezza della divina misericordia, che va incontro a ognuno»

Rivolge il suo pensiero agli stranieri e alle persone di altre religioni che «ci danno esempio di valori che noi talvolta dimentichiamo o tralasciamo».  E ricorda che anche Maria «ha sperimentato la lontananza dalla sua terra». Nell’omelia della Messa conclusiva del Giubileo mariano, celebrata ieri, domenica 9 ottobre, in piazza San Pietro, Francesco sottolinea l’importanza dell’accoglienza, che si fa risorsa anche per chi apre le proprie porte all’altro: «Chi vive accanto a noi, forse disprezzato ed emarginato perché straniero, può insegnarci invece come camminare sulla via che il Signore vuole». Il Papa pone come modello Maria: «Per lungo tempo anche lei è stata straniera in Egitto, lontano dai parenti e dagli amici». Lei che, grazie alla fede, ha saputo «vincere le difficoltà». E poi Francesco esorta a tenere «stretta a noi questa fede semplice della santa Madre di Dio».

giubileomariano2_9ott2016Il brano del Vangelo, che racconta della guarigione di dieci lebbrosi di cui soltanto uno, un samaritano, torna indietro a ringraziare Gesù, invece, dà al Papa lo spunto per sottolineare l’importanza di «dire grazie», prima attraverso una serie di domande e poi con un’affermazione decisa: «Siamo capaci di dire grazie? Quante volte ci diciamo grazie in famiglia, in comunità, nella Chiesa? Quante volte diciamo grazie a chi ci aiuta, a chi ci è vicino, a chi ci accompagna nella vita? Spesso diamo tutto per scontato! E questo avviene anche con Dio. È facile andare dal Signore a chiedere qualcosa, ma tornare a ringraziarlo…». Anche in questo caso la riflessione ruota attorno alla figura di Maria, modello di gratitudine, servizio e umiltà. «Il cuore di Maria, più di ogni altro – ha sottolineato il pontefice – è un cuore umile e capace di accogliere i doni di Dio. E Dio, per farsi uomo, ha scelto proprio lei, una semplice ragazza di Nazareth, che non viveva nei palazzi del potere e della ricchezza, che non ha compiuto imprese straordinarie». Parole alle quali segue l’invito di Papa Bergoglio: «Chiediamoci se siamo disposti a ricevere i doni di Dio, o se preferiamo piuttosto chiuderci nelle sicurezze materiali, nelle sicurezze intellettuali, nelle sicurezze dei nostri progetti».

Al termine della Messa, celebrata sul sagrato di San Pietro, dove è stata posta per l’occasione l’icona bizantina della Salus Populi Romani, custodita nella basilica di Santa Maria Maggiore, Bergoglio ha ripetuto l’affidamento del mondo a Maria, fatto da Papa Wojtyla l’8 ottobre del 2000. Ad ascoltarlo, una decina di migliaia di fedeli, tra cui rettori, cappellani e devoti di 51 santuari, per un totale di 94 delegazioni, giunte a Roma da 38 Paesi in occasione del Giubileo mariano. Appuntamento cominciato venerdì 7 ottobre, nella festa della Vergine del Rosario, con la Messa celebrata a Santa Maria Maggiore e proseguito con la recita del Rosario nella basilica di San Pietro, animata dalla delegazione del santuario di Pompei. Per l’occasione è stata organizzata anche una notte di riconciliazione e adorazione eucaristica nelle chiese giubilari di San Salvatore in Lauro e Santa Maria in Vallicella.

Il giorno successivo, sabato, i pellegrini hanno attraversato la Porta Santa di San Pietro e poi, nel pomeriggio, le 94 delegazioni hanno portato in processione, in via della Conciliazione, le loro icone della Vergine. Subito dopo Francesco ha presieduto la veglia mariana durante la quale ha ribadito che la preghiera del Rosario è per molti aspetti la «sintesi della storia della misericordia di Dio». In particolare, nella meditazione pronunciata, ha spiegato che nella fede della Madonna «vediamo come aprire la porta del nostro cuore per obbedire a Dio; nella sua abnegazione, scopriamo quanto dobbiamo essere attenti alle necessità degli altri; nelle sue lacrime, troviamo la forza per consolare quanti sono nel dolore. In ognuno di questi momenti – spiega Francesco – Maria esprime la ricchezza della divina misericordia, che va incontro a ognuno nelle necessità quotidiane». Maria, in altre parole, «ci permette di comprendere cosa significa essere discepoli di Cristo».

10 ottobre