Guerra Israele – Iran: si allarga il fronte
Colpita la sede dei pasdaran, il carcere di Evin e i «siti di stoccaggio e infrastrutture di lancio di missili», oltre a 6 aeroporti. La Guida suprema iraniana Khamenei: «La punizione continuerà»
In corso questa mattina, 23 giugno, attacchi israeliani contro la sede delle Guardie della rivoluzione a Teheran, in Iran. Ne dà notizia il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf), che all’inizio della mattinata aveva annunciato anche l’attacco con 20 caccia contro diversi obiettivi militari della Capitale iraniana. In particolare, «siti di stoccaggio e infrastrutture di lancio di missili» diretti contro Israele, «nonché satelliti militari e siti radar utilizzati per la creazione di una valutazione di intelligence aerea a Kermanshah e Hamedan, nell’Iran occidentale». Teheran denuncia la morte di tre persone che sarebbero state uccise dopo che un’ambulanza è stata centrata da un attacco israeliano. Nella notte sirene d’allarme sono risuonate anche nel centro di Israele, con i cittadini che hanno raggiunto i rifugi. Intercettato un missile dall’Iran. Nessuna vittima segnalata.
E a proposito degli attacchi della notte, «tutti i siti nucleari in Iran hanno subito danni monumentali, come mostrato dalle immagini satellitari. Annientamento è un termine esatto!», scrive su Truth il presidente Usa Donald Trump. I raid Usa avrebbero causato danni «molto significativi» alle aree sotterranee dell’impianto iraniano di arricchimento dell’uranio di Fordow, ma l’entità è ancora incerta, afferma Rafael Grossi, direttore Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica), secondo il Times of Israel.
La Guida suprema iraniana l’ayatollah Ali Khamenei ha replicato promettendo che «la punizione continuerà» contro Israele, riferisce Al Jazeera. E ha postato su X l’immagine di un teschio con la Stella di David sullo sfondo di edifici in fiamme. «Il nemico sionista ha commesso un grave errore, un grave crimine. Deve essere punito, lo stiamo facendo ora e la punizione continuerà», è il commento. Guarda invece al ruolo degli Usa il capo di stato maggiore dell’Esercito iraniano Abdolrahim Mousavi. «Gli Stati Uniti sono entrati apertamente e direttamente in guerra violando la sovranità dell’Iran islamico», sottolinea. La Repubblica islamica non farà «mai marcia indietro», aggiunge. Secondo funzionari militari e dell’intelligence americani, milizie sostenute dall’Iran si stanno preparando ad attaccare le basi statunitensi in Iraq, e forse in Siria. E anche il comandante dell’esercito iraniano Amir Hatami ha affermato che Teheran risponderà con decisione agli attacchi statunitensi contro i suoi siti nucleari, rende noto l’Irna. «Difenderemo l’integrità territoriale e l’indipendenza del Paese e il sistema della Repubblica islamica con tutte le nostre forze», le sue parole.
In mattinata, le sirene d’allarme hanno risuonato ancora nel nord, nel centro e nel sud di Israele. L’allarme è scattato anche a Gaza. Esplosioni a Gerusalemme. Almeno 15 i missili balistici lanciati dall’Iran, la maggior parte dei quali è stata intercettata. Danni a un’infrastruttura strategica nel sud hanno causato blackout in diverse comunità, riferisce la compagnia elettrica Iec. Secondo i media locali, Israele, da parte sua, ha colpito nuovamente il sito di Fordow, il carcere di Evin e di nuovo la tv pubblica iraniana. «Abbiamo attaccato oggi i simboli del regime», è il commento del ministro della Difesa Israel Katz. Attaccati anche 6 aeroporti. La Mezzaluna Rossa denuncia su Telegram anche un attacco israeliano vicino al suo edificio nel nord di Teheran
I bombardamenti americani hanno probabilmente causato danni «molto significativi» alle aree sotterranee dell’impianto iraniano di arricchimento dell’uranio di Fordow anche se nessuno può ancora determinarne l’entità: è il commento di Rafael Grossi, responsabile dell’organismo di controllo nucleare delle Nazioni Unite, riferito dal Times Of Israel. «Dato il carico esplosivo utilizzato e la natura estremamente sensibile alle vibrazioni delle centrifughe, si prevede che si siano verificati danni molto gravi», ha affermato Grossi in una dichiarazione durante una riunione di emergenza del Consiglio dei governatori dell’Aiea.
Si muove intanto la diplomazia internazionale. Dall’Italia il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, prima del Consiglio affari generali Ue a Bruxelles, ha avuto due conversazioni telefoniche con il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar e con quello della Repubblica islamica dell’Iran Abbas Araghchi. Anche la Cina ha esortato Iran e Israele a «ridurre l’escalation» per scongiurare «un allargamento del conflitto», con possibili effetti negativi «sull’economia mondiale», invitando a «tornare sulla strada della risoluzione politica», ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, nel corso del briefing quotidiano.
Per il presidente russo Vladimir Putin, «l’aggressione non provocata contro l’Iran non ha motivi né giustificazioni», ha dichiarato ricevendo al Cremlino il ministro degli Esteri iraniano Araghchi, secondo quanto riferisce l’agenzia Interfax. Araghchi da parte sua ha ribadito che l’Iran ritiene illegittimi gli attacchi di Israele e degli Usa e sta difendendo in modo legittimo la sua indipendenza.
23 giugno 2025

