I campioni di Roma, Lazio e Frosinone insieme contro il bullismo

Presentata la campagna “No bulli” promossa dalla Regione Lazio, insieme al Garante regionale per l’infanzia Marzetti. Protagonisti: i bambini delle scuole calcio, in campo per tutta la stagione con il logo dell’iniziativa

Le squadre calcistiche rappresentative del Lazio in serie A e la Regione unite per dire “no” al bullismo e al cyberbullismo perché «lo sport è l’antidoto migliore» contro ogni prevaricazione. A rimarcarlo ieri mattina, 12 marzo, Ciro Immobile, attaccante della Lazio e della nazionale italiana, Alessandro Florenzi centrocampista della Roma e della nazionale italiana, e Daniel Ciofani attaccante del Frosinone di cui è capitano con i rispettivi vertici delle società e delle scuole calcio. Portavoce di un messaggio di amicizia e di rispetto reciproco, infatti, saranno i bambini delle scuole calcio di Roma, Lazio e Frosinone che per tutta la stagione indosseranno in campo le magliette delle rispettive squadre sulle quali è stato cucito il logo “No bulli”. L’iniziativa rientra nell’omonima campagna presentata in Consiglio regionale. La Regione Lazio è stata la prima, nel 2016, ad emanare una legge che disciplina gli interventi per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del bullismo. La campagna è stata promossa dal vice presidente del Consiglio della Regione Giuseppe Cangemi, ed è stata realizzata grazie all’intesa sottoscritta dal garante per l’infanzia e l’adolescenza del Lazio Jacopo Marzetti con le società calcistiche As Roma, SS Lazio e Frosinone Calcio.

Il terzino della Roma ha ricordato il sostegno avuto dalla squadra in occasione di due infortuni. «I bambini devono capire che il calcio è innanzitutto un gioco, devono divertirsi in gruppo perché il gruppo può salvarti la vita». Particolarmente emozionato Ciro Immobile accolto da un caloroso applauso dai tanti tifosi che affollavano la Sala Mechelli. «Anche io sono contro tutte le violenze – ha detto – a scuola come negli spogliatoi». Daniel Ciofani ha citato un detto secondo il quale chi punta il dito contro un’altra persona deve guardare la mano perché tre dita puntano verso sé stesso. «Questo il messaggio che vorrei trasmettere anche a mio figlio», ha detto il capitano diventato padre da poco.

no bulli lazio roma frosinonePer Cangemi l’iniziativa vuole mettere in evidenza la «condivisione di ideali che puntano al rispetto reciproco» per debellare il bullismo, «piaga della nostra società» come lo ha definito Marzetti, secondo il quale è importante avere come testimonial campioni del calcio che rappresentano «un esempio e un modello per i ragazzi non solo in campo». Il presidente della SS Lazio Claudio Lotito ha definito la campagna «fondamentale» in una società in cui «siamo abituati a vedere l’uomo più forte sovrastare quello più debole». Tra le attività avviate dalla squadra alcune sono orientate ad educare non solo i bambini ma anche i genitori che per Lotito spesso sono «i più accaniti e aizzano i figli in campo. Questo non deve accadere, è fondamentale il rispetto della persona. Sul campo si è avversari e non nemici».

Dello stesso parere il vice presidente della AS Roma Mauro Baldissoni. La Roma, ha detto, è «una piattaforma sociale in grado di veicolare i messaggi alla comunità sociale. Siamo felici di aver firmato questo protocollo d’intesa che speriamo trasmetta messaggi corretti». Essere bulli per Baldissoni significa essere «vigliacchi, il più forte che se la prende con il più debole, il contrario di quello che avviene nelle squadre di calcio, dove il più debole viene aiutato». Il direttore Rapporti istituzionali Frosinone Calcio Salvatore Gualtieri ha spiegato che la società promuove incontri nelle scuole insieme alla questura «per insegnare ai ragazzi le regole dello stadio» e con l’università di Cassino per spiegare il rispetto reciproco.

Alla presentazione della campagna erano presenti anche il responsabile del settore giovanile As Roma Massimo Tarantino, il coordinatore delle attività di base della SS Lazio Stefano Pasquinelli e il responsabile del settore giovanile Frosinone Emanuele Fanì.

13 marzo 2019