I ragazzi dell’Acr in udienza dal Papa

Con il messaggio di auguri, consegnati a Francesco diversi prodotti destinati all’Elemosineria, la Tessera Acr n. 1 per l’anno 2025 e copie degli strumenti formativi

«La gente noiosa non si sa stupire: tutto uguale, tutto monotono, hanno perso la capacità di stupire». Lo ha detto, parlando a braccio, il Papa questa mattina, 20 dicembre, ricevendo in udienza i ragazzi dell’Azione cattolica (Acr). Un appuntamento che si rinnova ogni anno: il tradizionale scambio di auguri di Natale, al quale era presente un numeroso gruppo di acierrini provenienti da 12 diocesi d’Italia, accompagnati dai loro educatori. Con loro, un gruppo di famiglie (dalle diocesi di Roma, Cuneo-Fossano, Latina, San Benedetto del Tronto), il presidente nazionale Giuseppe Notarstefano, l’assistente ecclesiastico generale Claudio Giuliodori, la responsabile nazionale Acr Annamaria Bongio, con la viceresponsabile nazionale Claudia D’Angelo, l’assistente centrale dell’Acr don Francesco Marrapodi, i Cconsiglieri nazionali per l’Acr e i collaboratori dell’Ufficio centrale Acr.

Sul tema dello stupore, Francesco ha rimarcato che «Natale è un momento davvero speciale in questo senso. Pensiamo al presepe: quanto stupore c’è lì! I pastori, i Magi e gli altri personaggi circondano la grotta coi loro volti meravigliati, coinvolgendo come in una grande festa perfino gli animali e tutto il paesaggio. Fermatevi davanti a un presepe e guardate bene – l’invito ai ragazzi -: in tutti c’è varietà, i presepi napoletani sono bellissimi, ma in tutti non manca Gesù, la Madonna e san Giuseppe».

Sulla scorta di Carlo Acutis, che «presto sarà santo», il Papa ha rivolto un’altra esortazione ai ragazzi: «Dobbiamo essere originali, non fotocopie. Quanta gente non ha la capacità di essere originali, sono fotocopie. E il Natale è una fotocopia per tanta gente, non è l’incontro tanto bello che ogni anno ci porta novità all’anima e al cuore di ognuno di noi. Guardate il presepe – ha ripetuto -: “la Madonna, Gesù, il bambino, i Magi, i pastori, la gente umile che va a guardare Gesù. Impariamo a stupirci – non perdete la capacità dello stupore – a non dare mai nulla per scontato, soprattutto l’amore: quello di Dio e quello delle persone che incontriamo. Contagiamo tutto e tutti con la nostra meraviglia: di casa in casa, di parrocchia in parrocchia, di città in città, di nazione in nazione. Il Natale è una bella notizia: non è per fare il cenone, sì, si fa il cenone, è bello, ma è anche altre cose, è andare a Messa, guardare il presepe… Il Natale è una festività che è alla radice della nostra fede».

Ancora, il pontefice ha invitato i ragazzi dell’Acr a essere «vicini» a chi ha bisogno, «con quella vicinanza che soltanto dà l’amore. Maria e Giuseppe erano bisognosi – ha proseguito -. Non dimenticatevi dei bambini bisognosi, cercateli e dategli il vostro aiuto, la vostra compagnia, aiutateli», l’appello del Papa, che ha ringraziato per i doni portati per i poveri. «Vi incoraggio ad essere sempre vicini, nella preghiera e nella carità, a chi soffre, a tanti ragazzi come voi che stanno male per la fame, la guerra, le malattie – sono ancora le parole di Bergoglio -. Vengono ragazzi dell’Ucraina: sapete che i ragazzi dell’Ucraina che hanno vissuto la guerra hanno dimenticato il sorriso? Non sanno sorridere. Pensate a questi bambini, a questi ragazzi».

Nel saluto rivolto dai ragazzi, l’impegno a «essere pronti ad accogliere chi si trova nel bisogno, ad ascoltare con cuore aperto e a usare la tecnologia in modo responsabile, per costruire ponti e non barriere. Davanti a Gesù Bambino, desideriamo imparare a pregare insieme e a ricordare l’importanza di proteggere gli indifesi. È il nostro modo per prenderci cura del mondo e contribuire alla costruzione della pace – hanno detto -. Desideriamo chiedere questi doni a Gesù Bambino (se lo facciamo insieme, capirà che abbiamo tanto bisogno di questo grande regalo): che il nostro cuore sia ricco di amore e di gioia, che diventiamo capaci di accogliere il prossimo nel nostro cuore senza lasciare mai nessuno da solo, che i bambini colpiti dalla guerra possano tornare a sorridere e a giocare insieme il prima possibile, che gli adulti siano capaci di perdonare senza rancore, che il nostro mondo sia pieno di gentilezza e di pace. Accompagnaci con la tua preghiera nel nostro cammino di fede; affidiamo alle tue preghiere tutti i ragazzi, i nostri educatori, i nostri assistenti, le nostre famiglie e tutta l’Azione cattolica».

20 dicembre 2024