Il presidente Mattarella alla “Casa dell’Amicizia” di Sant’Egidio

La visita nella Giornata mondiale per la lotta alla povertà. «Qui come un’antologia delle esigenze che ci sono e delle risposte che si possono fornire, se vi è la volontà di farlo, la disponibilità a impegnarsi», dedicando «tempo, energie, intelligenze, professionalità»

«Girando per questi ambienti si incontra la varia complessità delle esigenze» di quanti vivono spesso ai margini della società. «È una gamma vasta di bisogni, di esigenze, di difficoltà. È come un’antologia delle esigenze che ci sono e delle risposte che si possono fornire, se vi è la volontà di farlo, la disponibilità a impegnarsi», dedicando «tempo, energie, intelligenze, professionalità per dare una parte di risposte possibili a domande che emergono da ogni parte». Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che in occasione della Giornata mondiale per la lotta alla povertà ha visitato nel pomeriggio di ieri, 17 ottobre, la “Casa dell’Amicizia”, il complesso di via di San Gallicano della Comunità di Sant’Egidio: una “porta aperta” per rispondere alla povertà che si manifesta in tante diverse forme.

Accolto dal presidente della Comunità Marco Impagliazzo, dal fondatore Andrea Riccardi e dal presidente della Pontificia accademia per la Vita Vincenzo Paglia, assistente spirituale della Comuità, Mattarella ha visitato i locali della struttura che dal 2019 offre prestazioni sanitarie, assistenza legale, distribuzione di viveri, scuola di italiano per stranieri, con un’affluenza di circa 800 persone ogni settimana. Il capo dello Stato ha incontrato un gruppo di anziani, immigrati e volontari che frequentano la Casa dell’Amicizia. Nel suo saluto, Impagliazzo ha ricordato gli inizi della Comunità e che «la vita nella periferia di Roma e nelle periferie del mondo ci ha dato tante lezioni. Ci ha insegnato tanto – ha detto -, innanzitutto a crescere in umanità.  C’è bisogno di costruire legami a ogni livello della società che contrastino la frammentazione, l’indebolimento della vita dei vulnerabili, la conflittualità. La Casa dell’Amicizia è un’immagine di quello che cerchiamo di fare ogni giorno ormai da 55 anni, sporcandoci le mani in tante situazioni anche dolorose».

C’è stato spazio anche per due testimonianze. Sofia Soli, una donna di oltre 90 anni attiva nel programma “Viva gli anziani”, ha parlato dell’impegno «da anziani e per gli anziani, un modo di tessere reti che creano comunità, per costruire insieme quella società più umana di cui tutti abbiamo bisogno e continuare a contribuire così al presente e al futuro di questo nostro Paese, un futuro comune, in cui nessuno sia più solo». Invece Mathieu, un maliano di 28 anni, ha raccontato la sua esperienza di fuga da un Paese in guerra. Ha visto bruciare la sua casa, poi l’odissea del viaggio fino a Lampedusa e l’incontro con Sant’Egidio. Oggi è un operaio specializzato in sistemi antincendio: «Sono molto fiero del fatto che io, come tanti che arrivano a Lampedusa, siamo considerati un problema di sicurezza ma oggi io sono qualcuno che protegge la sicurezza degli italiani. L’Italia mi ha accolto e ha saputo integrarmi – ha affermato -; questo è possibile quindi per tanti che arrivano come me fuggendo da situazioni difficili!». Mathieu ora fa parte della Comunità: «Ho trovato una famiglia che mi ha accolto a braccia aperte, mi hanno fatto integrare in questo Paese e mi ha insegnato tanto».

Tutto questo, ha sottolineato Mattarella, «dà l’idea di come ci sia un mondo che richiede attenzione e ha il diritto a ottenerla. Viene assicurata da chi si rende conto che non basta rammaricarsi delle difficoltà ma occorre impegnarsi per fornire risposte che non sono mai complete per tutti ma sono comunque importanti anche per il messaggio che trasmettono e perché generano altre iniziative che si affiancano. La risposta migliore è in coloro che venuti qui chiedendo aiuto e avendolo ottenuto si trasformano in coloro che forniscono aiuto» a chi ne ha bisogno. Il Presidente ha concluso ribadendo che «l’apprezzamento è veramente alto e la riconoscenza profonda: sono cose che rendono l’Italia un Paese che dimostra il suo vero animo».
18 ottobre 2023